I dati dell’Inps sul Reddito di Cittadinanza. I costi per lo Stato, i limiti della misura e la distribuzione geografica.

Arriva dall’Inps il bilancio sui primi tre anni del Reddito di Cittadinanza e i dati confermano le criticità individuate da Mario Draghi, che in occasione della manovra ha deciso di procedere con una piccola riforma della misura.

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Inps, il bilancio triennale sul Reddito di Cittadinanza

Nei primi tre anni di vita della misura, Reddito e Pensione di Cittadinanza hanno raggiunto 2 milioni di nuclei familiari. Si parla nello specifico di più di 4 milioni e mezzo di persone.

Per le casse dello Stato la misura ha avuto un costo di quasi venti miliardi di euro. Non indifferente, quindi.

Reddito di Cittadinanza
Reddito di Cittadinanza

Due percettori su tre risiedono al Sud

Per quanto riguarda la distribuzione geografica, due percettori su tre risiedono al Sud. E questi dati riportano alla ribalta la questione meridionale e spiegano come mai il governo abbia deciso di investire una quantità ingente dei fondi del PNRR proprio per rilanciare il Sud. Se una parte della penisola non parte non può esserci una ripartenza nazionale. Quindi bisogna lavorare per rendere il Meridione competitivo e attrattivo sia dal punto di vista economico che dal punto di vista occupazionale.

Un dei problemi della misura: il 70 per cento dei primi percettori del Reddito di Cittadinanza riceve ancora l’assegno, che rischia di trasformarsi in una sorta di vitalizio

Il problema principale è legato alla durata del sostegno da parte dello Stato. Secondo i dati forniti dall’Inps, il settanta per cento dei primi percettori del Reddito di Cittadinanza continua a ricevere l’assegno. Di fatto più che una misura per introdurre le persone nel mondo del lavoro siamo di fronte ad una sorta di vitalizio. E questo è uno dei problemi individuati dal premier Draghi.

Il Reddito di Cittadinanza nasce con lo scopo virtuoso di agevolare l’ingresso nel mondo del lavoro. Ma la realtà dei fatti e dei numeri sembra ben diversa. Molte persone si sono fermate al primo step della misura, ossia all’assegno mensile. In molti casi la ricerca di un posto di lavoro non è mai stata attivata e molte persone non hanno mai ricevuto un’offerta di lavoro.

Draghi ha deciso di intervenire su questo punto rafforzando la seconda fase e accelerando i tempi per la ricerca di un posto di lavoro per i percettori del Reddito di Cittadinanza, che rischia di diventare una misura esclusivamente di assistenza. E questa non è la natura del Reddito di Cittadinanza.

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ultimo aggiornamento: 21-02-2022


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