Gli ultimi giorni sono stati davvero deludenti per le criptovalute.

Gli ultimi giorni sono stati davvero deludenti per le criptovalute, in modo specifico in riferimento a Bitcoin, che si sono caratterizzate per un trend piuttosto negativo. Nel corso di una sola giornata, infatti, la criptovaluta più famosa in tutto il mondo ha dovuto cedere quasi il 18% fino ad arrivare a quota 43 mila dollari.

Si tratta del ribasso più importante che è stato registrato da maggio fino ad ora. In effetti, però, è sbagliato parlare esclusivamente di Bitcoin, dal momento che anche tutte le altre valute digitali più importanti sono protagoniste di un vero e proprio flop. A partire da Ethereum fino ad arrivare a Solana, passando ovviamente anche per Cardano. Insomma, tutte hanno fatto registrare dei ribassi quantomeno in doppia cifra e si tratta di una situazione da tener ben monitorata da parte di tanti soggetti che investono su Bitcoin in maniera costante e quasi quotidiana.

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Statistiche poco confortanti

Il mondo delle criptovalute, nel giro di poche ore, sembra che abbia polverizzato qualcosa come 300 miliardi di dollari di capitalizzazione, avvicinandosi molto velocemente al tetto dei 2 mila miliardi di dollari, salvo poi riprendersi un po’.

Come al solito, tra i fattori che hanno trascinato in questo vortice negativo le principali criptovalute troviamo certamente l’emergenza pandemica. Nello specifico, sono le notizie che riguardano la diffusione della nuova variante Omicron a preoccupare maggiormente i mercati e a creare questo complicato clima di incertezza.

Non solo, visto che il trend negativo ha ricevuto un ulteriore stimolo dalle dichiarazioni del numero uno della Fed, ovvero Jerome Powell, che solo pochi giorni fa ha dovuto sottolineare, per la prima volta, come il trend inflazionistica che si sta abbattendo sugli Stati Uniti non avrà carattere temporaneo, ma che sarà molto più duraturo di quanto si pensava in un primo momento.

Ecco spiegato il motivo per cui ila Banca Centrale Usa avrebbe intenzione di rendere molto più rapide le tempistiche in riferimento al tapering, parola in gergo usata per identificare l’abbassamento del quantitativo di acquisti di asset. Complessivamente, però, la mossa dovrebbe essere quella di attuare una politica monetaria molto meno espansiva ed è uno scenario che andrebbe inevitabilmente a penalizzare fortemente anche le valute digitali.

Il rischio di scoppiare per la bolla legata alle criptovalute

È stato il noto investitore Louis Navellier a mettere in evidenza quali potrebbero essere gli effetti collaterali di una simile politica monetaria da parte della Ced. L’obiettivo, quindi, è quello di correggere degli asset di rischio, ma così facendo il rischio che si corre è quello di far saltare la bolla delle valute digitali.

Infatti, maggiori sono le azioni della Fed in riferimento al tapering, ecco che più si alzerà di conseguenza il tasso di volatilità all’interno del mercato azionario e anche in quello delle obbligazioni. È facile intuire, di conseguenza, quali potrebbero essere i riflessi anche per Bitcoin.

Lo scenario più preoccupante è quello che riguarda la possibilità di stringere ancora di più la cinghia da parte delle banche centrali in riferimento agli asset digitali. È stato il presidente della Sec, ovvero l’autorità che si occupa di verificare la borsa a stelle e strisce, a sottolineare come potrebbe trattarsi di un quadro di norme parecchio interessanti e da mettere in atto il prima possibile.

Ad ogni modo, ci sono anche tanti investitori che hanno continuano imperterriti a lavorare sul mercato delle criptovalute, senza curarsi troppo degli scenari a cui abbiamo appena fatto riferimento. A dare l’esempio, in tal senso, è stato sicuramente il governo di El Salvador, ovvero la prima nazione che ha legalizzato l’utilizzo di Bitcoin, e ha comunicato di voler intraprendere una nuova fase di acquisto proprio nell’esatto momento in cui la ben nota valuta digitale finita sotto alla soglia di 50 mila dollari.

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ultimo aggiornamento: 17-12-2021


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