L’ex primo ministro britannico, Tony Blair, ha parlato della guerra in Ucraina, spiegando che Putin non dovrà ottenere vantaggi.

La guerra in Ucraina sta smuovendo le coscienze di moltissimi politici, opinionisti e analisti geopolitici, tutti con un’opinione diversa in merito al conflitto in corso. Non è facile trovare un punto di raccordo che possa mettere d’accordo tutti in merito agli sviluppi del conflitto che sta avvenendo in terra ucraina. Eppure, in molti sono d’accordo nel giudicare negativamente le mosse del leader russo Vladimir Putin. Tra questi, anche l’ex premier britannico, Tony Blair. Queste le sue parole, in un’intervista al Corriere della Sera.

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Le dichiarazioni dell’ex premier britannico

In merito a quali dovrebbero essere le preoccupazioni dell’Occidente, Blair ha affermato quanto segue. “Noi dovremmo preoccuparci di arrivare alla fine del conflitto e l’Italia ha fatto delle proposte al riguardo in questi giorni. Le basi devono essere che la Russia non ottenga dei vantaggi da questa aggressione e avere il consenso del popolo ucraino. Questa è stata un’aggressione non giustificata. E avendo incontrato spesso il presidente Putin nelle prime fasi della sua presidenza quest’idea che sia stato circondato da potenze ostili, che l’America, il Regno Unito e l’Europa stessero cercando di umiliare la Russia, quest’idea è infondata. Io ero presente allora, i G7 a quel tempo erano G8. Ho ricevuto Putin a Downing Street, abbiamo accolto la Russia al summit della Nato, abbiamo fatto ogni sforzo per rassicurarlo”.

Blair ha inoltre parlato della visione di Putin del conflitto. L’accerchiamento non è reale, è nella sua mente purtroppo. Se si riuscirà a negoziare una fine del conflitto su basi giuste, dobbiamo farlo. Il problema è che nelle prime settimane di guerra, prima che si compiessero atrocità, trovare una soluzione era relativamente semplice. Ora no: gli ucraini sentono di aver respinto i russi ma anche che la Russia occupa ancora una grande porzione del loro territorio, quindi vorranno recuperare terreno prima di sedersi al tavolo”.

Vladimir Putin
Vladimir Putin

Il problema del gas

L’ex premier britannico ha inoltre commentato la questione del gas russo, analizzando le mosse degli Stati europei per sostituire le forniture che arrivano da Mosca. “Credo che diversi Paesi africani siano produttori affidabili. Comunque non ci si affiderebbe a un Paese soltanto. L’Italia per esempio per approvvigionarsi nel futuro sta guardando a diversi Paesi africani, come l’Algeria, il Mozambico e altri nell’Africa occidentale. Ma credo che Paesi come l’Italia, come la Gran Bretagna o altri Paesi europei, puntino ad avere un insieme diversificato di fonti di energia in modo da non dipendere completamente da un unico produttore. Il problema è che questo richiede tempo”.

Dunque, quanto ci metterà l’Europa a sostituire il gas russo? Per Blair, nel breve termine è molto difficile rimpiazzare il gas e il petrolio russi. Saremo in grado di sostituire quel carburante in un orizzonte di 10 anni, forse anche meno per alcune forniture. Avremmo dovuto prendere provvedimenti già dopo l’invasione della Crimea, nel 2014. Partendo ora i tempi sono lunghi. Anche per questo aspetto, la migliore soluzione sarebbe la fine del conflitto”.

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Guerra in Ucraina

ultimo aggiornamento: 23-05-2022


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