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Bocchino: "Esistono due categorie di italiani"
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Bocchino non ha dubbi: “Esistono due categorie di italiani”. In studio scoppia il caos

Italo Bocchino

Scontro in tv tra Italo Bocchino e i presenti in studio da Corrado Formigli. Il tema è stato quello dei cittadini italiani di prima e seconda generazione.

Tensione e confronto acceso nello studio di ‘Piazzapulita’, il programma di approfondimento politico di La7 condotto da Corrado Formigli. Al centro della discussione il rilascio di Youssef Siher, sospettato di aver avuto un ruolo nell’organizzazione del “Movimento 17 Ottobre”. A confrontarsi, con posizioni decisamente distanti, sono stati il giornalista Emiliano Fittipaldi e Italo Bocchino, protagonisti di un botta e risposta sulla cittadinanza e sui diritti degli italiani di seconda generazione. Un argomento di cui proprio Bocchino aveva già discusso in passato anche con Marco Travaglio in modo decisamente “movimentato”.

il giornalista Italo Bocchino
Italo Bocchino – newsmondo.it

Italo Bocchino e le due categorie di italiani

La discussione si è accesa quando Formigli ha sottolineato come chi, come lui, appartiene alla seconda generazione riceva ciò che gli spetta e non debba essere considerato diverso dagli altri cittadini. Un’affermazione che ha provocato la reazione di Bocchino. “Gli abbiamo regalato la democrazia, gli abbiamo regalato la libertà. In Marocco non avrebbe potuto fare ciò che ha fatto qui”, ha sostenuto il giornalista.

Lo scontro si accende: la lite in studio

Bocchino ha quindi insistito sulla distinzione tra cittadini italiani per nascita e persone che hanno acquisito la cittadinanza attraverso la naturalizzazione. “Gli italiani si dividono in due categorie”, ha detto rivolgendosi a Fittipaldi, aggiungendo che, secondo la legislazione italiana, sarebbe il sangue a determinare l’appartenenza alla comunità nazionale. Una norma che, ha precisato, può eventualmente essere modificata.

La replica di Fittipaldi è stata particolarmente dura. Il giornalista ha contestato il continuo richiamo alla presunta gratitudine che le persone di origine straniera dovrebbero manifestare verso l’Italia, definendo questo atteggiamento “al limite del razzismo”. Per lui non esistono cittadini di Serie A e di Serie B e la cittadinanza non può essere stabilita sulla base del sangue.

Formigli si è schierato sulla stessa posizione, definendo quello di Bocchino un “paternalismo insopportabile” e ricordando, inoltre, il contributo degli immigrati alla società italiana, anche attraverso lavori particolarmente faticosi che, secondo il conduttore, gli italiani non svolgono più.

Infine, Formigli ha sollevato una questione costituzionale: trattare diversamente, a parità di reato, un cittadino italiano naturalizzato rispetto a un altro italiano, fino ad arrivare all’espulsione del primo, rappresenterebbe a suo giudizio una violazione dell’articolo 3 della Costituzione, che sancisce il principio di uguaglianza.

Tensione e confronto acceso nello studio di Piazzapulita, il programma di approfondimento politico di La7 condotto da Corrado Formigli. Al centro della discussione il rilascio di Youssef Siher, sospettato di aver avuto un ruolo nell’organizzazione del Movimento 17 Ottobre. A confrontarsi, con posizioni decisamente distanti, sono stati il giornalista Emiliano Fittipaldi e Italo Bocchino, protagonisti di un botta e risposta sulla cittadinanza e sui diritti degli italiani di seconda generazione.

La discussione si è accesa quando Formigli ha sottolineato come chi, come lui, appartiene alla seconda generazione riceva ciò che gli spetta e non debba essere considerato diverso dagli altri cittadini. Un’affermazione che ha provocato la reazione di Bocchino. “Gli abbiamo regalato la democrazia, gli abbiamo regalato la libertà. In Marocco non avrebbe potuto fare ciò che ha fatto qui”, ha sostenuto il giornalista.

Bocchino ha quindi insistito sulla distinzione tra cittadini italiani per nascita e persone che hanno acquisito la cittadinanza attraverso la naturalizzazione. “Gli italiani si dividono in due categorie”, ha detto rivolgendosi a Fittipaldi, aggiungendo che, secondo la legislazione italiana, sarebbe il sangue a determinare l’appartenenza alla comunità nazionale. Una norma che, ha precisato, può eventualmente essere modificata.

La replica di Fittipaldi è stata particolarmente dura. Il giornalista ha contestato il continuo richiamo alla presunta gratitudine che le persone di origine straniera dovrebbero manifestare verso l’Italia, definendo questo atteggiamento “al limite del razzismo”. Per lui non esistono cittadini di Serie A e di Serie B e la cittadinanza non può essere stabilita sulla base del sangue.

Formigli si è schierato sulla stessa posizione, definendo quello di Bocchino un “paternalismo insopportabile” e ricordando, inoltre, il contributo degli immigrati alla società italiana, anche attraverso lavori particolarmente faticosi che, secondo il conduttore, gli italiani non svolgono più.

Infine, Formigli ha sollevato una questione costituzionale: trattare diversamente, a parità di reato, un cittadino italiano naturalizzato rispetto a un altro italiano, fino ad arrivare all’espulsione del primo, rappresenterebbe a suo giudizio una violazione dell’articolo 3 della Costituzione, che sancisce il principio di uguaglianza.

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ultimo aggiornamento: 30 Ottobre 2026 15:56

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