La bozza della Nota di aggiornamento al Def: “Con un nuovo aumento dei contagi, Pil a -10,5%”.

ROMA – Il Consiglio dei ministri approva il documento con la bozza della Nota di aggiornamento al Def, nel quale viene precisato come in caso di “uno scenario più sfavorevole per quanto riguarda l’evoluzione dell’epidemia da Covid-19, la previsione annuale di caduta del Pil per il 2020 scenderebbe dal 9,0% del quadro tendenziale a -10,5%. La crescita nel 2021 si fermerebbe all’1,8%, contro il 5,1% tendenziale“.

NaDef, “Ecco come saranno assicurate le risorse per la manovra di bilancio”

Nel documento, come riportato da La Repubblica, è stato precisato come “le risorse per il finanziamento degli interventi previsti dalla manovra di bilancio saranno assicurate da rimodulazione di alcuni fondi di investimento e l’avvio di un programma di revisione e riqualificazione della spesa della Pubblica amministrazione; la revisione di alcuni sussidi dannosi dal punto di vista ambientale; incrementi di gettito derivanti dal miglioramento della compliance, correlati anche all’incentivazione degli strumenti all’utilizzo degli strumenti elettronici di pagamento“.

Nel testo è scritto come il “Governo intende adottare nuove politiche di sostegno agli investimenti pubblici e di incentivo all’occupazione. Ma anche un piano di riforme che costituiscono il Recovery Plan, che sarà sottoposto al vaglio del Parlamento italiano e delle istituzioni europee“.

Roberto Gualtieri
Roberto Gualtieri

NaDef, il via libera del Consiglio dei ministri

Sulla NaDef è arrivato il via libera del Consiglio dei ministri del 5 ottobre 2020.

“Gli interventi saranno principalmente rivolti a sostenere, nel breve termine e per tutta la durata della crisi da COVID-19, i lavoratori e i settori produttivi più colpiti.

A valorizzare appieno le risorse messe a disposizione dal programma “Next Generation EU” per realizzare investimenti e riforme di vasta portata e profondità.

Ad attuare un’ampia riforma fiscale che migliori l’equità, l’efficienza e la trasparenza del sistema tributario riducendo anche il carico fiscale sui redditi medi e bassi, coordinandola con l’introduzione di un assegno universale per i figli.

Ad assicurare un miglioramento qualitativo della finanza pubblica, spostando risorse verso gli utilizzi più opportuni a garantire un miglioramento del benessere dei cittadini, dell’equità e della produttività dell’economia.

A ricondurre l’indebitamento netto della pubblica amministrazione verso livelli compatibili con una costante e sensibile riduzione del rapporto debito/PIL“, recita la nota condivisa da Palazzo Chigi al termine del Cdm.

“Rispetto al 2020, nel quadro programmatico di finanza pubblica, il rapporto debito/PIL nel 2021 è previsto in calo di 2,4 punti percentuali, portandosi dal 158 % al 155,6 %. Per gli anni successivi viene delineato un percorso di graduale rientro del rapporto, con l’obiettivo di riportare il debito della P.A al di sotto del livello pre-Covid entro la fine del decennio.

Grazie al sostegno alla crescita assicurato dalle misure espansive, nel 2021 è attesa una crescita programmatica del PIL pari al 6 % (rispetto ad una crescita tendenziale del 5,1%), che nel 2022 e nel 2023 si attesterà al 3,8% ed al 2,5% rispettivamente”.

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ultimo aggiornamento: 06-10-2020


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