Quattro giovani dipendenti di un Burger Chef dell’Indiana furono rapiti e uccisi nel novembre 1978. Errori iniziali e decenni di indagini non hanno portato a un colpevole.
Nella notte del 17 novembre 1978, quattro giovani dipendenti scomparvero dal ristorante Burger Chef di Crawfordsville Road, a Speedway, cittadina dell’Indiana vicina a Indianapolis.
Erano Jayne Friedt, assistente responsabile di 20 anni, Ruth Ellen Shelton, 17, e i sedicenni Daniel “Danny” Davis e Mark Flemmonds. Poco dopo la mezzanotte, un collega fuori servizio trovò il locale vuoto, la porta posteriore aperta e la cassaforte accessibile.
Mancavano circa 581 dollari, ma nel ristorante erano rimasti effetti personali dei dipendenti e altro denaro. Non c’erano testimoni capaci di spiegare come quattro persone fossero state portate via senza lanciare un allarme.

Burger Chef: la scena ripulita prima di comprendere il sequestro
In assenza di evidenti segni di colluttazione, inizialmente si pensò che i dipendenti potessero essersi allontanati dopo avere preso il denaro. La gravità della situazione non fu riconosciuta immediatamente.
Il ristorante venne ripulito e successivamente riaperto senza che la scena fosse stata conservata e documentata adeguatamente. L’intervento cancellò o contaminò possibili impronte, tracce biologiche e altri elementi che avrebbero potuto chiarire la dinamica del rapimento.
Quando l’automobile di Jayne venne ritrovata abbandonata e i quattro giovani non tornarono a casa, la possibilità di una fuga volontaria perse consistenza. Polizia e volontari avviarono una vasta ricerca, mentre si rafforzava l’ipotesi che il furto fosse degenerato in un sequestro.
Quattro corpi nel bosco e nessun colpevole
Il 19 novembre, un proprietario terriero trovò i quattro corpi in una zona boscosa della contea di Johnson, a oltre trenta chilometri dal ristorante. Le vittime indossavano ancora le uniformi da lavoro.
Daniel Davis e Ruth Shelton erano stati uccisi con colpi d’arma da fuoco. Jayne Friedt era stata accoltellata, mentre Mark Flemmonds aveva riportato gravi lesioni alla testa ed era morto soffocato dal proprio sangue.
La polizia ritiene che il gruppo possa essere stato rapito durante una rapina finita fuori controllo, forse perché uno dei dipendenti aveva riconosciuto gli aggressori. Questa ricostruzione rimane però un’ipotesi investigativa: il movente non è mai stato dimostrato.
Negli anni furono esaminate segnalazioni, possibili sospettati e confessioni successivamente ritrattate, senza prove sufficienti per formulare un’accusa. Nel 2018 la Polizia dell’Indiana rese pubblica la fotografia della lama utilizzata contro Jayne, nella speranza di ottenere nuove informazioni.
Il fascicolo rimane aperto. Nessuno è mai stato arrestato, processato o condannato per il massacro di Burger Chef.