La Camera dei deputati ha chiesto un aumento stabile delle spese militari, corrispondente al 2% del Pil italiano. Un incremento considerevole dei costi, voluto fortemente da tutta la Camera.

Nella giornata di oggi, in mattinata, la Camera dei Deputati ha detto sì a larghissima maggioranza, con 391 voti a favore rispetto ai 19 contrari, un Ordine del giorno legato al “Decreto Ucraina”. Il Decreto, proposto dalla Lega, ha ricevuto la sottoscrizione dei deputati del Partito Democratico, di Italia Viva, di Forza Italia, del Movimento 5 Stelle e di Fratelli d’Italia. Tale manovra impegna il Governo italiano all’incremento delle spese militari per la Difesa. Verrà impiegato il 2% del Pil, in modo da raggiungere l’obiettivo prefissato.

Stando alle cifre date dal ministro della Difesa Guerini, si passa dagli attuali 25 miliardi l’anno – 68 milioni al giorno – a 38 miliardi l’anno – 104 milioni al giorno. Delle cifre da capogiro, legate alla paura del conflitto attuale e alla necessità di difendersi da eventuali attacchi. Nella stessa seduta, un altro Ordine del giorno ha ricevuto l’approvazione. Tale Ordine del giorno chiede un incremento della spesa annuale complessiva del settore difesa in misura non inferiore al 3,5 per cento del totale del bilancio finale dello Stato. Parliamo di una spesa minima che equivale a circa 26,5 miliardi di euro, ovvero piuttosto simile al livello attuale di spesa.

Roberto Fico
Roberto Fico

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Perché proprio il 2% del Pil?

L’indicazione di spendere almeno il 2% del Prodotto interno lordo in ambito nato è legato ad un accordo, risalente al 2006, di tutti i ministri della Difesa dell’Alleanza. Tale accordo fu confermato nel 2014 dai Capi di Stato della Nato, e in quell’occasione fu indicata una quota del 20% della spesa da destinare a nuovi armamenti. Il Parlamento italiano non ha mai formalizzato queste dichiarazioni di intenti con un voto che ha forza legislativa, da ciò non vi è un obbligo per il Bilancio. Oltre a ciò, la quota del 2% del Pil è da usarsi come incentivo per la crescita, in quanto non ha una giustificazione militare.

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ultimo aggiornamento: 17-03-2022


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