La nomina del presidente del Senato ha eletto Ignazio La Russa. In corso la seconda votazione alla Camera.

Quest’oggi si è conclusa la nomina del presidente di uno dei due rami del Parlamento. Ignazio La Russa diventa ufficialmente presidente del Senato, mentre alla Camera è in corso la seconda votazione che richiede 267 voti, ovvero dei 2/3 dei votanti. Dopo la prima fumata nera, un nuovo voto esce a galla: sarà la volta di Molinari?

Camera dei Deputati Parlamento
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La Russa al Senato

La chiusura delle votazioni in Senato è terminata con la nomina di presidente di Ignazio La Russa con 116 voti. Sessantasei sono state le schede bianche mentre due voti sono andati a Liliana Segre e altrettanti a Calderoli. L’Aula di Palazzo Madama ha festeggiato il momento con un lungo applauso. La Meloni commenta: “Orgogliosi che i senatori abbiano eletto un patriota, un servitore dello Stato, un uomo innamorato dell’Italia”.

Votazioni alla Camera

Nell’Aula della Camera, alle 14:00, è iniziata la seconda votazione per eleggere il presidente della Camera. In questa votazione il quorum richiesto è quello di 267 voti, ovvero dei 2/3 dei votanti. Nella prima votazione le schede bianche sono state 369, 4 voti per il leghista Riccardo Molinari, 3 per Enrico Letta. Le schede nulle sono state 10.

“C’è’ l’accordo per votare un nome indicato dalla Lega alla Camera”, afferma il leader della Lega, Matteo Salvini. Al Mef dovrebbe andare il leghista Giancarlo Giorgetti. “Tutto procede bene, state tranquilli, faremo velocemente”, afferma la leader di FdI Giorgia Meloni.

Quanto alla presidenza della Camera, dopo la fumata nera, Meloni dichiara: “Anche qui la situazione è tranquillissima. Mi pare che l’indicazione sia quella di Riccardo Molinari, punto a chiudere anche qui velocemente”. 

Il Parlamento nei prossimi giorni

L’elezione dei presidenti delle Camere guiderà tutta l’attività parlamentare fino alla fine della legislatura. L’elezione ufficiale scatta nei primi tre scrutini solo se si raggiunge la maggioranza dei 2/3 (pari a 267 voti).

Nella seconda e nella terza votazione il quorum scende a 2/3 dei presenti. A partire dal quarto scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta, pari a 201 voti. C’è da ricordare che questa è la prima volta che si vota dopo la riforma costituzionale che ha drasticamente ridotto il numero dei parlamentari.

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ultimo aggiornamento: 13-10-2022


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