Il cardinale Camillo Ruini ‘riabilita’ Matteo Salvini: “Credo che un dialogo con lui sia doveroso. Sui migranti vale la parola del Vangelo, ma senza sottovalutare il problema”.

Intervenuto ai microfoni de il Corriere della Sera, Camillo Ruini ha parlato della situazione politica e sociale dell’Italia in un’analisi a trecentosessanta gradi del nostro Paese.

L’intervista di Camillo Ruini al Corriere della Sera

Nella prima parte del suo intervento al Corriere della Sera Ruini ha parlato delle elezioni in Umbria e dell’impegno della Chiesa nella politica.

“Penso anch’io che il “cattolicesimo democratico”, in concreto il cattolicesimo politico di sinistra, in Italia abbia sempre meno rilevanza. Sarei invece più cauto a parlare di impegno diretto della Chiesa […]. In Umbria ha riguardato solo quella parte di uomini di Chiesa che sono a loro volta orientati a sinistra”.

Ruini ha poi parlato delle prospettive future della Chiesa per quanto riguarda la vita politica.

Non è questo il tempo per dar vita a un partito dei cattolici. Mancano i presupposti: per il pluralismo molto accentuato all’interno della Chiesa stessa, e per la sua giusta ritrosia a coinvolgersi nella politica. I cattolici possono però operare all’interno di quelle forze che si dimostrino permeabili alle loro istanze. È una strada oggi più faticosa di ieri, perché la scristianizzazione sta avanzando anche in Italia; ma non mi sembra una strada impossibile”.

Vaticano
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Ruini riabilita Salvini: “Il dialogo è doveroso. Sui migranti vale la parola del Vangelo, ma senza sottovalutare il problema”

Inevitabile una riflessione sulla figura e sulla politica di Matteo Salvini, da molti dipinto come il principale antagonista dei cattolici se non come la negazione dei valori della Chiesa.

“Non condivido l’immagine tutta negativa di Salvini che viene proposta in alcuni ambienti. Penso che abbia notevoli prospettive davanti a sé; e che però abbia bisogno di maturare sotto vari aspetti. Il dialogo con lui mi sembra pertanto doveroso, anche se personalmente non lo conosco e quindi il mio discorso rimane un po’ astratto. Sui migranti vale per Salvini, come per ciascuno di noi, la parola del Vangelo sull’amore del prossimo; senza per questo sottovalutare i problemi che oggi le migrazioni comportano“.

Sempre parlando di Salvini, Camillo Ruini ha parlato del rosario sbandierato e baciato in pubblico dal leader della Lega.

“Il gesto può certamente apparire strumentale e urtare la nostra sensibilità. Non sarei sicuro però che sia soltanto una strumentalizzazione. Può essere anche una reazione al “politicamente corretto”, e una maniera, pur poco felice, di affermare il ruolo della fede nello spazio pubblico”.

Matteo Salvini
Fonte foto: https://www.facebook.com/salviniofficial

L’obbligo del celibato e il pontificato di Papa Francesco

Lasciando la politica, Ruini ha commentato le discussioni sull’obbligo del celibato nate dopo il Sinodo in Amazzonia.

“In Amazzonia, e anche in altre parti del mondo, c’è una grave carenza di sacerdoti, e le comunità cristiane rimangono spesso prive della messa. È comprensibile che vi sia una spinta a ordinare sacerdoti dei diaconi sposati, e in questo senso si è orientato a maggioranza il Sinodo. A mio parere, però, si tratta di una scelta sbagliata. E spero e prego che il Papa, nella prossima Esortazione apostolica post-sinodale, non la confermi”.

Camillo Ruini ha poi commentato l’operato di Papa Francesco, un pontefice criticato sia dagli innovatori che dai conservatori

“Gesù Cristo ha detto: non giudicate, per non essere giudicati. Tanto meno io posso giudicare Francesco, che è il mio Papa, a cui devo rispetto, ubbidienza e amore. In questo spirito, posso rispondere che papa Francesco ha messo i poveri al centro del suo pontificato; e ricordo che anche san Giovanni Paolo II, molto diverso da lui, ribadiva di continuo l’amore preferenziale per i poveri”.


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