Emergenza bollette, per il Predisente di Confindustria bisogna modificare di 4-5% la spesa pubblica in Italia.

Il piano del nuovo governo ha posto sul tavolo i temi più importanti su cui intervenire. Le proposte sono state definite nel nuovo Decreto Aiuti, il quale ha visto delle modifiche sulle agevolazioni attuate precedentemente. Ma se la crisi energetica incombe soprattutto sulle famiglie a basso reddito, la soluzione primaria è quella di intervenire sul taglio delle bollette.

Carlo Bonomi
Carlo Bonomi

Durante il Forum della Piccola Industria in Veneto, il presidente di Confindustria Carlo Bonomi discute e spiega sulle novità riportate nel Decreto Aiuti quater. “Abbiamo visto dei provvedimenti positivi, le risorse stanziate per contenere il caro bollette, il provvedimento sul gas release. Quello che secondo noi sta mancando è un intervento strutturale sui temi del lavoro”, spiega.

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Urgenza di un taglio fiscale

Alcuni bonus attuati con la legislatura precedente hanno riportato delle modifiche su essi. Tra i più discussi, c’è il Superbonus che subirà un calo da un 110% al 90%. Inoltre, sul rischio del blocco dei cantieri Bonomi spiega che “il governo abbia fatto una riflessione su quello che è lo stock dei crediti che potenzialmente ha in sé un rischio di creare una moneta parallela”.

Come aiutare gli italiani a reddito basso? L’unica soluzione è quella di tagliare le tasse, e secondo Bonomi è una missione fattibile. Le famiglie con un reddito sotto i 35 mila euro che hanno sofferto durante la crisi, stanno soffrendo i colpi dell’inflazione. “Credo che un paese che spende oltre mille miliardi all’anno di spesa pubblica possa riconfigurare il 4-5% di questa spesa, corrispondenti a 50-60 miliardi, e avere le risorse per fare questo intervento”, dichiara il Presidente di Confindustria. L’attenzione del governo Meloni va tutta sulla crisi energetica, su quel cuneo fiscale del 46% su cui bisogna intervenire.

Ciò che invece non convince Bonomi sono i fringe benefit fino a 3 mila euro che le aziende potranno erogare. “La platea dei lavoratori che ne potrebbero usufruire è molto ridotta, i primo conteggi parlano di circa il 17%. E poi non ci convince perché si sposta la palla sul campo delle imprese, alcuni lo potranno fare ma altre imprese non avranno lo spazio di bilancio e di finanze per farlo. La soluzione di responsabilità deve essere da parte del governo: il taglio delle tasse sul lavoro”.

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ultimo aggiornamento: 12-11-2022


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