Dal ristorante al rifornimento al distributore di benzina: quali sono le spese che danno diritto al rimborso del cashback di Natale?

Il cashback di Natale ha preso il via – non senza fatica – l’8 dicembre ma ci sono ancora diversi punti interrogativi che circolano sulla rete: uno su tutti, quali sono le spese consentite, quelle che danno diritto al rimborso del 10% su una spesa massima di 1.500 in almeno 10 operazioni da effettuare con carta o bancomat o strumenti elettronici in negozi fisici entro il 31 dicembre.

Come funziona il cashback di Natale

Mettendo in ordine le informazioni delle righe precedenti, il cashback di Natale è un rimborso del 10% per una spesa massima di 1.500 euro e a fronte di un minimo di dieci operazioni da completare entro la fine del mese di dicembre.

Tradotto, se entro il 31/12 riuscirete a spendere 1.500 euro in almeno 10 operazioni tracciabili allora avrete indietro 150 euro. Se spendete di più avrete comunque indietro 150 euro. Se spendete di meno avrete indietro il 10% del totale della spesa sostenuta.

Il rimborso massimo che puoi ottenere in ciascun periodo è pari a 150 euro. L’ammontare del Cashback sarà dato dalla somma dei rimborsi sulle singole transazioni valide ai fini del programma, che sono pari al 10% dell’importo per transazioni fino ai 150 euro, o pari a 15 euro per transazioni pari o superiori a 150 euro. Ad esempio, se hai effettuato:

una spesa di 20 euro, l’importo ottenuto per il Cashback sarà di 2 euro;
una spesa di 150 euro, l’importo accumulato sarà di 15 euro;
una spesa superiore a 150 euro, ad esempio di 700 euro, accumulerai comunque 15 euro di Cashback”.

Cashback di Natale, quali spese danno diritto al rimborso

Ma non tutte le spese danno diritto al rimborso. Saltiamo la parte dei problemi legati ad esempio ai negozi non convenzionati e soffermiamoci sulle linee guida, sulle condizioni d’uso. Le spese rimborsabili sono quelle che vengono effettuate presso un negozio fisico. Quindi lo shopping online non viene rimborsato.

Riassumendo, sono rimborsate le spese fatte presso negozi fisici ma anche per il pagamento a liberi professionisti come ad esempio l’idraulico o l’avvocato. Anche il medico rientra nelle spese rimborsabili. La condizione necessaria anche in questi casi è che il pagamento sia tracciabile, quindi non in contanti. Per lo stesso motivo e alle condizioni di cui sopra, è rimborsabile anche il conto di bar e ristoranti.

Ristorante
Ristorante

Rimborsi anche per il rifornimento di benzina

Una delle domande spinose più frequenti è quella legata al carburante: fare benzina rientra tra le spese rimborsate? In linea teorica sì, trattandosi di un’operazione effettuata su territorio nazionale in un luogo fisico. Ma il rifornimento non deve rientrare nell’attività di impresa. Queste spese infatti non danno diritto al rimborso.

Per ulteriori informazioni si consiglia di consultare le FAQ presenti sul sito dell’App Io.

ultimo aggiornamento: 13-12-2020


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