Polemica sul caso di Alessia Piperno: secondo il presidente del Consiglio comunale di Cassano, la 30enne “doveva riflettere prima di andare”.

Alessia Piperno è 30enne di origine romana arrestata il mese scorso, ad ottobre, in Iran. Del caso si è occupata la Farnesina insieme all’Unione europea, optando per l’espulsione della giovane. In merito alla vicenda si è espresso Giovanni Albano, presidente del Consiglio comunale di Cassano, durante l’assise consiliare di mercoledì.

In assise consiliare si è discusso circa l’emendamento da inserire alla mozione, in seguito approvata emendata, per manifestare il sostegno italiano alle donne dell’Iran. Inoltre, l’emendamento chiedeva anche solidarietà nei confronti di Alessia Piperno, arrestata in Iran durante i primi giorni di ottobre e rilasciata soltanto giovedì scorso.

La 30enne romana potrebbe era stata arrestata a Teheran per poi essere condotta in carcere dopo il fermo. Alessia Piperno è rimasta rinchiusa per quasi un mese nel carcere di Evin situato nella capitale iraniana.

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Albano: “Avrebbe dovuto riflettere prima di andare”

Secondo il presidente del Consiglio comunale, Alessia Piperno avrebbe dovuto “riflettere prima di andare”. Giovanni Albano non nasconde la sua opinione in merito alla vicenda, ed in sede di assise consiliare ha affermato alcune cose che hanno provocato indignazione e sconcerto.

Albano interviene in questo modo: “La solidarietà alla famiglia della ragazza è fuori discussione. Tuttavia, credo che la giovane italiana avrebbe dovuto riflettere maggiormente prima di andare in Iran dove c’è un regime teocratico. Scegliere di andare in quel Paese significa giustificare quanto accade in quei territori”.

bandiera Iran

La risposta dell’opposizione politica

Le affermazioni di Giovanni Albano hanno provocato indignazione nell’opposizione politica. In particolare, Arianna Moreschi Consigliera del Pd è così intervenuta: “Un commento decisamente fuori luogo e grave. Soprattutto perché pronunciato dal Presidente in sede istituzionale. Questa maggioranza da una parte vuole dimostrare vicinanza al popolo oppresso e alle donne vittime di atti di sopruso, dall’altra esplicita, invece, che in realtà se l’è andata a cercare”.

Infine ha concluso: “La solidarietà espressa a una giovane donna come Alessia va data senza sé e senza me. Senza fare il processo alle intenzioni o pensando che in fondo “se l’è cercata”. Non si possono rilasciare considerazioni simili all’interno di una sede istituzionale, tantomeno da chi le istituzioni le rappresenta ai livelli più alti”.

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ultimo aggiornamento: 12-11-2022


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