Scoppia il caso Casellati: la presidente del Senato al centro delle polemiche e degli attacchi della forze di maggioranza.

Il caso della Gregoretti su Matteo Salvini si è trasformato nel caso Casellati, dopo che la presidente del Senato, con il suo voto , ha consegnato la vittoria alle opposizioni sulla data del voto in Giunta.

Si procederà quindi lunedì 20 gennaio, con la maggioranza di di governo che sarà costretta ad esprimersi sul leader della Lega. O comunque, se anche dovesse mettere in atto il grande bluff, sarebbe costretta a prendere una posizione comunque scomoda a pochi giorni dal voto cruciale in Emilia Romagna e in Calabria, dove la consultazione pesa meno e la vittoria sembra saldamente nelle mani del Centrodestra.

Senato
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Il caso Gregoretti diventa il caso Casellati

Il voto della Casellati a favore delle opposizioni decide di fatto la partita in favore del Centrodestra almeno per quanto riguarda il momento del voto.

Dal Partito democratico e dal Movimento 5 Stelle sono volati gli stracci ma anche i piatti e i bicchieri. La Casellati è stata definita come donna del Centrodestra e non come una figura terza e imparziale.

Per Nicola Zingaretti la presidente del Senato “è venuta meno alla sua funzione super partes e si è schierata su un punto così delicato dalla parte di una componente del Senato“.

Ovviamente dalle parti del Centrodestra si respira un’aria decisamente diversa. La linea comune è che per il bene delle istituzioni e per il valore del Parlamento italiano, la Casellati non avrebbe potuto prendere una decisione diversa da quella assunta.

Nicola Zingaretti
Roma 28/08/2019 – consultazioni Quirinale / foto Samantha Zucchi/Insidefoto/Image nella foto: Nicola Zingaretti-Paola De Micheli-Paolo Gentiloni-Nicola Zingaretti-Andrea Marcucci -Graziano Delrio

La difesa della Casellati

In una giungla di dichiarazioni contrastanti sul suo conto, la Casellati ha deciso di rompere il silenzio con una nota ufficiale nella quale ha difeso la sua decisione.

“In riferimento alla seduta odierna della Giunta per il regolamento, il presidente del Senato respinge con forza ogni ricostruzione dei fatti che in qualche modo possa mettere in discussione la terzietà della sua azione ovvero connotarla politicamente perché non si può essere terzi solo quando si soddisfano le ragioni della maggioranza e non esserlo più, quando si assumono decisioni che riguardano il corretto funzionamento del Senato”.

Sergio Mattarella e Elisabetta Casellati
fonte foto https://www.quirinale.it/elementi/35346

Il valore del voto della Giunta per le sorti di Matteo Salvini sul caso Gregoretti. La questione è tutta politica

Il 20 gennaio la Giunta dovrà decidere se si debba accettare la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini oppure no. Di fatto i membri della Giunta dovranno prendere posizione e formulare il quesito che sarà posto ai senatori. Sarà infatti l’Aula a prendere una decisione. Se vogliamo il ruolo della Giunta sarà quasi formale rispetto alla partita che si giocherà a Palazzo Madama. Saranno i senatori a decidere le sorti di Salvini, non i membri della giunta.

Ma allora perché le forze di governo volevano rimandare a tutti i costi la votazione del 20 gennaio? Perché se votassero per mandare a processo l’allora ministro degli Interni lo trasformerebbero in un martire e gli regalerebbero voti in Emilia. Se votassero per non mandarlo a processo perderebbero di credibilità e perderebbero voti in Emilia Romagna.

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