Caso Giletti, nuovi risvolti: “La Dia dice che Graviano copre Berlusconi”

Caso Giletti, nuovi risvolti: “La Dia dice che Graviano copre Berlusconi”

Sul caso della trasmissione di Giletti cancellata all’improvviso emergono nuovi dettagli dal Fatto Quotidiano.

La chiusura improvvisa del programma di Massimo Giletti su La7 Non è l’Arena ha lasciato tutti interdetti. L’ipotesi più accreditata sul motivo è che il conduttore stesse per occuparsi di qualcosa che non doveva trattare. Giletti infatti stava per mandare in onda servizi relativi alle stragi di mafia ma è arrivato lo stop alla trasmissione da parte dell’editore Urbano Cairo.

A rivelare nuovi dettagli è il Fatto Quotidiano che doveva collaborare con Giletti sull’inchiesta fiorentina sulla strage mancata dell’Olimpico nel 1994. Secondo il Fatto, Giletti era in possesso di conversazioni intercettate e prove dei milioni di euro da Berlusconi a Dell’Utri.

Massimo Giletti

Il coinvolgimento di Berlusconi e i rapporti con la mafia

Nello stesso momento, come riporta il Fatto quotidiano, è emersa anche una informativa della Dia sulla mancata strage di Roma allo Stadio Olimpico nel 1994. Secondo la Dia, Giuseppe Graviano nel 2016 avrebbe confidato al compagno di detenzione, Umberto Adinolfi, che la strage fallita dai suoi uomini gli sarebbe stata chiesta da Silvio Berlusconi.

È solo un’ipotesi investigativa per il momento perché su questo lo stesso Graviano non ha confermato le sue parole. Ma l’informativa del 2022 della Dia di Firenze scrive: “Si può affermare che la conversazione ambientale del 10 aprile 2016, oggetto di rivalutazione nel corso dell’odierna delega di indagine è riconducibile al contesto criminale relativo alla strage dell’Olimpico del 23 gennaio 1994, con il coinvolgimento di Silvio Berlusconi, per il tramite di Marcello Dell’Utri, quale diretto interessato alla sua realizzazione”.

Nella nota della direzione investigativa antimafia di Firenze, riportata da Il Fatto Quotidiano si legge: “Graviano ha inteso ‘coprire’ Berlusconi, non lo ha voluto tradire raccontando tutto quello che sa, sia nei rapporti con suo nonno e suo cugino, sia in rapporti ulteriori e diversi di cui Berlusconi era attore, ma che non ha voluto specificare”. Questa è la conclusione dei pm di Firenze dopo aver sentito Graviano e interrogato più volte sul fatto se fosse stato Berlusconi il mandante delle stragi.

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