Caso Santanchè, clamoroso: richiesto il processo per truffa
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Direttore: Alessandro Plateroti

Caso Santanchè, clamoroso: richiesto il processo per truffa

Daniela Santanchè

La Procura di Milano ha chiesto il processo per Daniela Santanchè: scatta l’accusa per truffa aggravata sui fondi della cassa integrazione.

La Procura di Milano ha formalmente chiesto il rinvio a giudizio di Daniela Santanchè, ministra del Turismo, insieme ad altre due persone e due società. Questa decisione rientra nel quadro dell’indagine nota come “pacchetto Visibilia“.

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Daniela Santanchè
Daniela Santanchè

Richiesta di processo per la ministra Daniela Santanchè

Queste indagini, come riportato da Ilsole24ore.com, hanno preso il via dopo le denunce riguardanti una presunta truffa aggravata ai danni dell’INPS. Ciò è avvenuto durante la gestione delle misure economiche emergenziali per la pandemia di COVID-19.

In particolare, si tratta di irregolarità nella distribuzione della cassa integrazione, con una somma complessiva indebitamente percepita che ammonta a circa 126mila euro.

Secondo gli atti d’accusa, dal 31 maggio 2020 al 28 febbraio 2022, Santanchè e il suo compagno Dimitri Kunz, assieme a Paolo Giuseppe Concordia, avrebbero avuto un ruolo attivo nella gestione di Visibilia Editore e Visibilia Concessionaria, dirigendo effettivamente le operazioni.

L’accusa sostiene che fossero consapevoli della richiesta e dell’ottenimento indebito della cassa integrazione per 13 dipendenti. I quali, nonostante fossero registrati come completamente inattivi (“a zero ore”), in realtà continuavano a lavorare in modalità smart working.

Le testimonianze alla Procura di Milano

Le testimonianze raccolte dalla Procura, grazie alle indagini condotte dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf, rivelano che la ministra era informata di queste pratiche.

I dipendenti, infatti, avrebbero confermato che la cassa integrazione veniva erogata mentre continuavano a svolgere le loro mansioni lavorative. Inoltre, emerge che la differenza tra il sostegno economico ricevuto e lo stipendio abituale veniva compensata tramite “finti rimborsi per ‘note spese’“, un dettaglio che aggrava ulteriormente la situazione.

L’unica persona ad essersi presentata per un interrogatorio dopo la chiusura delle indagini è stato Paolo Giuseppe Concordia.

Oltre alle accuse legate alla cassa integrazione, Santanchè è implicata anche in un’accusa di falso in bilancio, che coinvolge altre 16 persone e tre società, in un’altra sezione del “pacchetto Visibilia“.

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ultimo aggiornamento: 3 Maggio 2024 16:59

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