Il Ddl Zan è al centro delle polemiche, delle discussioni e del dibattito politico: che cos’è e cosa chiede.

La discussione sul Ddl Zan è uscita dalle aule parlamentari e spopola sui social anche grazie all’impegno attivo di molti artisti che hanno deciso di prendere una posizione alimentando la discussione. Ma cos’è il Ddl Zan? Cosa prevede e soprattutto cosa chiede?

Che cos’è il Ddl Zan

Proviamo a fare ordine sul tema caldo delle ultime settimane. Il Ddl Zan prende come di consueto il nome dal suo relatore, Alessandro Zan, deputato ed esponente della comunità LGBT. Il nome tecnico del Disegno di legge è “Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità“. Sostanzialmente l’idea è quella di inasprire pene e sanzioni per i casi di violenza e discriminazione per motivi di genere, sesso, disabilità e orientamento sessuale. L’inasprimento delle pene e un nuovo quadro normativo servirebbero – nelle intenzioni – a tutelare maggiormente queste persone.

Montecitorio Parlamento
Montecitorio

Cosa prevede

Con il Ddl Zan si chiede l’istituzione di nuovi reati e di una giornata nazionale contro le discriminazioni. La data indicata è quella del 17 maggio. Non solo. Si chiede anche che vengano stanziati quattro milioni di euro destinati alla promozione di iniziative contro la violenza e la discriminazione.

Di seguito il testo integrale in versione Pdf.

Camera dei Deputati Parlamento
Camera dei Deputati Parlamento

Le pene

In linea di massima, le pene richieste per atti di violenza o discriminazione contro le categorie citate sono le seguenti:

per atti di discriminazione (o istigazione) la pena prevede la reclusione fino a 1 anno e sei mesi o una multa fino a 6.000 euro;

per chi partecipa o favorisce organizzazioni che hanno tra gli scopi l’incitamento alla violenza o alla discriminazione la pena è fino a quattro anni di reclusione.

Tribunale
Tribunale

La discussione politica

I casi di cronaca confermano che le aggressioni ad esempio nei confronti di coppie omosessuali non sono purtroppo una cosa rara. E qui si apre il dibattito: chi sostiene il Ddl Zan ritiene che ci sia bisogno di un intervento normativo. Chi lo contesta sostiene che il sistema costituzionale e normativo dell’Italia già condanna la violenza. Una stretta sulle regole sarebbe inappropriata. In effetti il Ddl Zan interviene su articoli del Codice penale già esistenti e ne chiede la modifica.

L’impegno degli artisti

Come anticipato in apertura, per quanto riguarda il Ddl Zan la discussione è uscita dai palazzi della politica. Diversi artisti hanno preso una posizione netta nella discussione alimentando il confronto sui social.


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