Dai ristoranti alla tv, fino a libri, hotel e brand personali: ecco chi sono gli chef più ricchi del mondo.
La cucina non è più soltanto il luogo in cui si crea un piatto: per i grandi nomi del settore è diventata il punto di partenza di un sistema economico molto più ampio. Oggi gli chef più ricchi non si limitano a cucinare, ma trasformano il proprio nome in un marchio fatto di ristoranti, programmi tv, libri, prodotti, licenze e collaborazioni internazionali. È per questo che, quando si prova a capire chi siano davvero i più ricchi del pianeta, bisogna guardare ben oltre i fornelli.

Perché la classifica non è così semplice
La prima cosa da chiarire è che non esiste una classifica unica e ufficiale valida per tutti. Le cifre diffuse online sono quasi sempre stime, e cambiano in base a chi viene considerato davvero “chef”, “ristoratore” o imprenditore del food. Una lista aggiornata da École Ducasse colloca in testa Kimbal Musk con 500 milioni di dollari, seguito da Jamie Oliver con 300 milioni, Gordon Ramsay con 220, Nobu Matsuhisa oltre i 200 e Wolfgang Puck a 120 milioni. Ma un ranking pubblicato nel 2025 da CEO Today cambia già parecchio la prospettiva, inserendo davanti a tutti figure come Zhang Yong e Sam Prince. La stessa École Ducasse ha inoltre corretto una vecchia confusione tra Alan Wong e Allan Wong, imprenditore tech miliardario: un dettaglio che mostra quanto questo tipo di graduatorie vada letto con prudenza. In ogni caso, nella top list consultata non compaiono chef italiani.
I nomi che tornano più spesso nelle classifiche internazionali
Tra i nomi che ricorrono con maggiore continuità c’è Kimbal Musk, anche se il suo caso è particolare. È legato al food con The Kitchen, Big Green e Square Roots, ma la sua ricchezza non deriva solo dalla ristorazione: Forbes lo valuta oggi attorno a 1,3 miliardi di dollari, cifra collegata soprattutto alle sue partecipazioni e ai suoi incarichi nel mondo Tesla e SpaceX. Per questo viene spesso citato nelle classifiche degli chef più ricchi, ma in realtà rappresenta soprattutto il modello del ristoratore-imprenditore che ha un piede anche nella tecnologia.
Subito dietro restano fortissimi Jamie Oliver e Gordon Ramsay. Il primo ha costruito il suo successo con programmi tv, libri, ristoranti e campagne pubbliche legate all’alimentazione scolastica, diventando uno dei volti più riconoscibili del food britannico. Il secondo ha trasformato il proprio nome in una macchina globale: ristoranti in vari Paesi, format televisivi come Hell’s Kitchen e MasterChef, libri e partnership commerciali. Non sorprende quindi che sia stabilmente tra i più ricchi del settore.
Accanto a loro resistono due simboli del modello chef-brand: Nobu Matsuhisa e Wolfgang Puck. Nobu ha trasformato la sua cucina giapponese con influenze peruviane in un marchio globale presente in città di tutto il mondo e affiancato anche dal business alberghiero. Wolfgang Puck, invece, è stato uno dei pionieri dello chef-imprenditore moderno: il suo brand comprende tre società, una rete internazionale di locali e una presenza iconica negli Oscar, di cui cura da oltre trent’anni il grande banchetto post-cerimonia.