Il 14 gennaio 2015 Giorgio Napolitano rassegnava le dimissioni da presidente della Repubblica dopo essere stato rieletto nel 2013. Suo successore, Sergio Mattarella.

Il 14 gennaio di cinque anni il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rassegnava le dimissioni. Il politico partenopeo, primo ex Pci a salire al Quirinale e primo a essere rieletto, terminava così il secondo mandato del 2013, “resosi necessario” per superare l’impasse parlamentare.

La presidenza di Giorgio Napolitano

La sua linea politica è stata in continuità con quella adottata dal suo predecessore, Carlo Azeglio Ciampi, con la massima attenzione al patriottismo, soprattutto in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, e alla distensione politica nazionale e internazionale. Anche in occasione della crisi in Medio-Oriente Napolitano ha optato per la politica del dialogo.
Con Giorgio Napolitano nelle vesti di Capo dello Stato, l’Italia ha vissuto il governo di Romano Prodi (2006-2008),  quello di Silvio Berlusconi (2008-2011), la parentesi Mario Monti (2011-2013), quindi il governo di Enrico Letta (2013-2014) e quello di Matteo Renzi (2014-2016).

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La vita privata

Nato a Napoli il 29 giugno 1925, Giorgio Napolitano è sposato con Clio Maria Bittoni dal 1959. La coppia ha due figli, Giovanni, nato nel 1961, e Giulio, nato nel 1969, dai quali avranno successivamente due nipoti. Per il gossip politico, Giorgio Napolitano è figlio del re d’Italia Umberto II di Savoia. Secondo alcune voci più o meno fondate il presidente emerito sarebbe nato da una relazione della madre con l’allora sovrano ma le indiscrezioni al momento restano tali.

La carriera politica

Iscritto al Guf (Giovani Universitari Fascisti) non ancora ventenne, Giorgio Napolitano entra in contatto con la resistenza comunista. Nel 1953 è eletto deputato nelle fila del Partito Comunista. Dopo aver approvato l’intervento sovietico in Ungheria, Napolitano inizia la transizione che lo porterà a guardare alla socialdemocrazia.
Eurodeputato dal 1989, tre anni più tardi è eletto presidente della Camera, succedendo a Scalfaro, che va al Colle. Sarà poi ministro dell’Interno nel primo governo Prodi.

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