Considerato come uno dei latitanti più pericolosi e ricercati al mondo, Matteo Messina Denaro è forse l’ultimo vero boss di Cosa Nostra.

Nato il 26 aprile 1962 a Castelvetrano, Matteo Messina Denaro è un boss di Cosa Nostra ed è considerato come uno dei latitanti più pericolosi e ricercati al mondo. Nonostante le modifiche radicali che hanno rivoluzionato la mafia anche nella sua struttura, prima decisamente piramidale e con una chiara gerarchia, molti considerano Messina Denaro come il boss assoluto di Cosa Nostra.

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Chi è Matteo Messina Denaro

Figlio di Francesco Messina Denaro, Matteo inizia a lavorare insieme con il padre nelle tenute agricole della della famiglia D’Alì Staiti, proprietaria di uno dei più importanti istituti bancari privati della Sicilia.

Il padrino di cresima è Antonino Marotta, vicino alla banda di Salvatore Giuliano. Matteo nel corso degli anni consolida la sua posizione nel mondo della criminalità organizzata. Guida la cosca di Castelvetrano e gioca un ruolo cruciale nella guerra di mafia degli anni Ottanta come alleato dei corleonesi.

Ad inizio anni Novanta Messina Denaro fece parte del gruppo inviato a Roma per osservare Maurizio Costanzo. Tra gli altri obiettivi del gruppo c’erano anche Giovanni Falcone e Claudio Martelli. L’operazione fu interrotta da Totò Riina, che voleva che l’uccisione di Falcone avvenisse in altro modo.

Nella storia di Messina Denaro spiccano anche le uccisioni di Vincenzo Milazzo, a capo della cosca di Alcamo, e della compagna di Milazzo, incinta di tre mesi.

In seguito all’arresto di Totò Riina, Cosa Nostra guarda a Matteo Messina Denaro, il quale si disse favorevole alla continuazione della strategia degli attentati dinamitardi.

Matteo Messina Denaro
https://it.wikipedia.org/wiki/Matteo_Messina_Denaro#/media/File:Mattdenaro.jpg

La latitanza

La lunga latitanza di Matteo Messina Denaro inizia nel 1993, quando ancora l’Italia viveva il dramma degli attentati dinamitardi. Le autorità emisero un mandato di cattura per associazione mafiosa, omicidio, strage, devastazione, detenzione e porto di materiale esplosivo, furto e altri reati minori.

Da latitante, Messina Denaro avrebbe continuato a guidare Cosa Nostra. Alla fine del 1993 fu tra gli organizzatori del sequestro di Giuseppe Di Matteo, figlio di Santino, responsabile di aver fatto rivelazioni importanti sulla strage di Capaci. Dopo più di settecento giorni di prigionia, il piccolo Giuseppe Di Matteo fu ucciso e il suo corpo fu sciolto nell’acido.

Formalmente Matteo Messina Denaro diventa capo del mandamento di Castelvetrano nel 1998 in seguito alla morte del padre, morto a causa di un infarto durante la sua latitanza.

Di seguito il video dell’inchiesta di Fanpage sulla latitanza di Messina Denaro.

ultimo aggiornamento: 02-10-2021


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