Chi gestisce le Autostrade in Europa? L’Italia riflette sul tema della sicurezza: meglio il pubblico o il privato?

La questione Aspi apre una riflessione sulla gestione delle Autostrade. Molti criticano la gestione pubblica delle infrastrutture mentre altri esultano per la riconquista dello Stato. Ma in Europa come si qual è la situazione? Come si comportano i nostri vicini di casa? E con quali risultatiù’

Autostrade, come funziona in Europa: chi le gestisce

La Germania rappresenta uno dei modelli virtuosi. Parliamo di una rete autostradale di circa 13.000 chilometri realizzata con l’utilizzo di fondi pubblici. Dalla metà degli anni Novanta i privati possono costruire tratte e infrastrutture. Il controllo e la manutenzione sono di competenza di un istituto pubblico.

Anche la Spagna rappresenta un buon modello da seguire. Ma qui il panorama è diverso da quello tedesco. La rete autostradale nasce dai privati con prestiti garantiti. Nel Paese le Autostrade sono passate anche per la gestione pubblica prima di essere affidate nuovamente ai privati.

In Francia il tema Autostrade viene spesso alla ribalta con continui passaggi di consegne tra pubblico e privati, che al momento detengono buona parte della rete autostradale nazionale. Una delle peculiarità è legata al fatto che i pedaggi sono previsti solo sul 20 per cento della rete.

Insomma, volgendo lo sguardo all’orizzonte l’Italia può confrontarsi e prendere spunto da tre modelli differenti tra loro ma considerati sicuramente efficienti.

Autostrada A1
Autostrada A1

Il tema della sicurezza

C’è poi da risolvere il nodo legato alla sicurezza. In Italia la domanda ricorrente è una: con il controllo pubblico le infrastrutture saranno più o meno sicure?

Evidentemente dare una risposta ad oggi è impossibile, ma abbiamo a disposizione alcuni parametri per avventurarci in un’analisi che potrebbe essere valida.

Nella recente storia italiana sono diversi i casi di cronaca che hanno portato la rete autostradale italiana alla ribalta. Purtroppo. Siamo nel Paese dei ponti che crollano. Evidentemente nella fase dei controlli qualcosa non funziona come dovrebbe.

Lo Stato non ha un organismo pienamente efficiente e sembra in balìa delle onde. Ora deve vestire i panni del protagonista ed inevitabilmente serve un cambio di passo. Oltre che un salto di qualità.

Non bisogna dimenticare che anche sulla rete di competenza dell’Anas ci sono pagine di storia drammatiche.

È evidente che qualcosa nei controlli della gestione delle autostrade e delle infrastrutture non funzioni e la speranza è che al Ministero dei Trasporti si preparino per fare gli straordinari in vista di quella che è stata presentata come una vittoria storica dello Stato.

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TAG:
Autostrade economia motori

ultimo aggiornamento: 23-07-2020


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