Nate negli Stati Uniti a metà del secolo scorso, le moto chopper occupano un posto di rilievo nella cultura pop americana (e non), grazie anche al celebre road movie ‘Easy Rider’.

Con la parola inglese ‘chopper‘ (dal verbo ‘chop‘, ovvero ‘tritare’ o ‘tagliare con l’accetta’) si indica un particolare tipo di motocicletta, altamente rielaborata. A differenza di altre moto personalizzate, può essere derivata da un modello di serie o costruita da zero.

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Chopper definizione e cenni storici: dai bobber a Easy Rider

Le moto chopper emergono quasi nello stesso periodo delle cafè racer ma presentano alcune differenze sostanziali. Secondo il ‘Motorcycle Slang Dictionary‘, un chopper è “una motocicletta che ha un anteriore allungato, con un angolo maggiore rispetto alle moto standard. Il termine deriva dal fatto che i primi motociclisti rimuovevano, o tagliavano (‘chop’), le parti superflue della moto e del telaio per ridurre il peso“.

La nascita dei chopper si colloca negli Stati Uniti, tra la seconda metà degli anni Quaranta e i primi anni Cinquanta. Ancor prima della comparsa della preparazione ‘chopped’, si diffusero le cosiddette ‘bobber‘, ovvero motociclette spogliate di alcune parti (soprattutto i parafanghi) per risultare più leggere. Caratterizzate da uno stile spartano, queste prime moto rielaborate per la guida off-road e le elevate prestazioni, erano realizzate senza modificare il telaio originale.

Sulla scorta del fenomeno dei bobber, nel secondo Dopoguerra comparvero i primi chopper americani. I soldati di rientro dal fronte modificavano le proprie moto eliminando alcune parti meccaniche (finanche i freni anteriori) per renderle più leggere e abbassare la posizione di guida, al fine di competere nelle corse off-road particolarmente diffuse in California. I primi esemplari erano in genere derivati da modelli di Harley-Davidson con motori FlatheadKnucklehead o Panhead. In alternativa, le rielaborazioni chopper venivano realizzate anche sulle Triumph britanniche e, in un secondo momento, sulle moto giapponesi comparse sul mercato internazionale negli anni Sessanta (la più diffusa era la Honda 750-4 del 1969).

I chopper conquistarono un posto di rilievo nell’immaginario collettivo a partire dal 1969, quando nelle sale cinematografiche americane debuttò ‘Easy Rider‘ con Peter Fonda e Jack Nicholson. Road movie per antonomasia, la pellicola narra il viaggio dei protagonisti (Wyatt e Hanson) da Los Angeles a New Orleans a bordo di due chopper di derivazione Harley. Il film sortì l’effetto di rendere popolare questo particolare genere di moto rielaborata in tutto il mondo, provocando un forte incremento della domanda, tanto da far emergere anche le prime ‘correnti’ europee. Ne derivò un’offerta di mercato sempre più variegata: si diffusero i negozi di componenti per chopper già pronte per essere montate sulle moto. Al contempo, l’attenzione si spostava sempre più verso la personalizzazione dello stile, dominato da un forcellone anteriore molto allungato ed inclinato.

Nel 1984, comparvero le prime moto Harley-Davidson ‘softail‘, in cui le sospensioni posteriori venivano nascoste sotto il motore per sortire un effetto ‘hard tail’, rappresentando una valida alternativa di serie per chi cercava una moto dall’aspetto chopper. Il telaio Softail Custom attingeva a piene mani dal campionario di caratteristiche delle moto chopped, incluse le ruote da 21”. Anche per questo, la domanda di esemplari customizzati andò scemando.

Nel nuovo millennio, le moto chopper custom sono tornate in auge anche grazie a Jesse G. James, un tuner americano protagonista di ‘Monster Garage‘, un programma televisivo (in onda su Discovery Channel a partire dal 2002) incentrato su spettacolari elaborazioni chopper. James ha poi fondato la West Coast Choppers, un’azienda specializzata nella personalizzazione di moto di serie.

Chopper
Fonte immagine: https://www.flickr.com/photos/cmontes/2404163907

Caratteristiche tecniche

Come detto, le moto chopper si possono dividere in due categorie: quelle derivate da un modello di serie (soprattutto Harley-Davidson, Honda, Triumph e Suzuki) e quelle costruite da zero. In entrambi i casi, le operazioni di personalizzazione includono sono solo l’alleggerimento della carrozzeria e la rimozione di determinate parti meccaniche ma anche modifiche al telaio originale. La caratteristica primaria di un chopper è senza dubbio la forcella anteriore, lunghissima e con un angolo di inclinazione molto più ampio rispetto alle moto di serie. Spesso, per ottenere l’effetto desiderato, al posto delle forcelle telescopiche (o delle springer) viene impiegata una vecchia forcella girder, formata da due coppie di bracci saldati e fissati alle piastre di sterzo inferiori e superiori; la struttura forma un parallelogramma che contiene un’unica molla, alloggiata tra i due bracci. Questo tipo di soluzione è piuttosto diffusa, soprattutto per l’impatto visivo benché la ciclistica del mezzo ne risenta; l’allungamento dell’anteriore e la posizione non certo ergonomica delle impugnature del manubrio, infatti, rendono le manovre in curva poco agevoli.

Altro elemento distintivo dei chopper è la posizione di guida, influenzata non solo dall’anteriore allungato (e dal manubrio alloggiato o molto in alto o molto in basso), ma anche dalla sella: spesso quest’ultima viene abbassata sensibilmente ed è praticamente agganciata al telaio. Alla selleria si aggiunge di frequente un set chiamato ‘sissy bar‘ o ‘sister bar’: si tratta di un piccolo schienale che permette di trasportare a bordo un secondo passeggero. Questo elemento extra venne introdotto per rispettare alcune norme (ancora in vigore in alcune località degli Stati Uniti) che obbligavano le moto ad essere equipaggiate con un supporto per passeggeri.

L’elaborazione chopper prevede anche altri interventi per la riduzione del peso della moto. Ad esempio, la fanaleria e il serbatoio di serie vengono sostituiti con elementi più piccoli e leggeri mentre le gomme di serie larghe da 16 pollici sono rimpiazzate da pneumatici più grandi (19” o 21”) e più stretti. La personalizzazione del look passa soprattutto attraverso l’aggiunta di dettagli cromati, diffusi in special modo da quando – e cioè a partire dalla fine degli anni Sessanta – l’aspetto stilistico ha iniziato a prendere il sopravvento su quello prestazionale.

I prezzi

Per quanto concerne i prezzi moto chopper, il range è piuttosto ampio. Online è possibile trovare annunci per una discreta gamma di modelli: i più economici sono in vendita a 2.000 euro mentre quelli più elaborati e con un chilometraggio ridotto possono raggiungere prezzi compresi tra i 30.000 ed i 35.000 euro (nel caso si tratti di moto Harley-Davidson modificate o prodotte dalla West Coast Choppers).

Fonte immagine: https://www.flickr.com/photos/121053335@N07/15716339326

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ultimo aggiornamento: 10-12-2018


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