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Massacro di Cielo Drive, la strage di Sharon Tate
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Il massacro di Cielo Drive, la notte in cui la “Manson Family” uccise Sharon Tate e i suoi amici

polizia sirene spiegate scena del crimine

La storia del massacro di Cielo Drive del 1969: l’irruzione nella villa di Sharon Tate e Roman Polanski, le cinque vittime, il processo Manson e il mito nero di Helter Skelter.

Nella notte tra l’8 e il 9 agosto 1969, una villa sulle colline di Los Angeles diventò il luogo di uno dei delitti più famosi e traumatici della storia americana. L’indirizzo era 10050 Cielo Drive, a Benedict Canyon. In quella casa vivevano l’attrice Sharon Tate e il marito, il regista Roman Polanski, che in quei giorni si trovava in Europa per lavoro.

Sharon Tate aveva 26 anni ed era incinta di otto mesi e mezzo. Con lei, quella sera, c’erano l’hairstylist Jay Sebring, Abigail Folger, Wojciech Frykowski e Steven Parent, un giovane che si trovava nella proprietà dopo aver visitato il custode. Nessuno di loro era il vero bersaglio personale dei killer. La casa, più che le persone, era entrata nella logica distorta della setta guidata da Charles Manson.

Polizia notte
Polizia notte

La notte dell’irruzione a Cielo Drive

Secondo la ricostruzione processuale, Charles “Tex” Watson, Susan Atkins, Patricia Krenwinkel e Linda Kasabian arrivarono a Cielo Drive dopo essere partiti dallo Spahn Ranch, il luogo in cui viveva la cosiddetta Manson Family. Manson non partecipò fisicamente alla strage, ma per la giustizia fu il mandante e il leader che aveva indirizzato i suoi seguaci verso quell’azione.

L’attacco fu brutale. Steven Parent venne ucciso per primo, mentre stava lasciando la proprietà in auto. Poi il gruppo entrò nella casa e colpì gli altri presenti. Morirono Sharon Tate, Jay Sebring, Abigail Folger e Wojciech Frykowski. Sulla scena vennero lasciati messaggi scritti con il sangue, un dettaglio che contribuì a trasformare subito il caso in un incubo mediatico.

Il giorno dopo, la violenza continuò con gli omicidi di Leno e Rosemary LaBianca. Per questo, nella memoria giudiziaria e giornalistica americana, il caso viene spesso indicato come Tate-LaBianca murders, anche se il massacro di Cielo Drive resta il momento più noto e simbolico della vicenda.

Il processo Manson e l’ombra di Helter Skelter

Il processo iniziò nel 1970 e portò alla condanna di Charles Manson, Susan Atkins, Patricia Krenwinkel e Leslie Van Houten. Tex Watson fu processato separatamente e condannato in seguito. Linda Kasabian, che era presente ma divenne testimone dell’accusa, ottenne l’immunità in cambio della collaborazione.

Il movente più famoso emerso nel processo fu quello di Helter Skelter: secondo l’accusa, Manson voleva provocare una guerra razziale e usare gli omicidi come scintilla simbolica. Negli anni, però, altri autori e ricostruzioni hanno discusso o ridimensionato questa spiegazione, sottolineando anche altri possibili elementi: fallimenti personali di Manson, rancori nel mondo musicale, controllo psicologico sul gruppo, droga e paranoia interna alla comunità.

Le condanne a morte furono poi trasformate in ergastoli dopo il cambiamento della normativa californiana sulla pena capitale. Charles Manson morì in carcere nel 2017. Susan Atkins morì detenuta nel 2009. Patricia Krenwinkel e Tex Watson sono rimasti per decenni in prigione, mentre Leslie Van Houten è stata rilasciata sulla parola nel 2023.

Il massacro di Cielo Drive resta una frattura nella memoria americana: non solo per l’orrore dei delitti, ma perché colpì l’immaginario di Hollywood, distrusse l’illusione di innocenza degli anni Sessanta e trasformò Charles Manson in uno dei simboli più oscuri della cronaca criminale del Novecento.

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ultimo aggiornamento: 28 Maggio 2026 10:32

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