I messaggi intercorsi tra la ministra Paola De Micheli e il capo di gabinetto del Viminale per il caso della cittadinanza a Luis Suarez.

Proseguono le indagini sul caso dell’esame-farsa di Luis Suarez ed emergono i messaggi che si sono scambiati la ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture Paola De Micheli e Bruno Frattasi, capo di gabinetto del Viminale, del Ministero dell’Interno, quello che si occupa più da vicino delle questioni legate al riconoscimento della cittadinanza. Ma andiamo con ordine.

Il ruolo di Paola De Micheli nel caso Suarez

Cosa c’entra Paola De Micheli con Luis Suarez e con la Juventus? Nulla, almeno direttamente, ma è amica di vecchia data di Fabio Paratici. Secondo la ricostruzione investigativa, il dirigente della Juventus, inserito tra l’altro nel registro degli indagati, ha contattato la De Micheli per chiedere un aiuto. La De Micheli si confronta quindi con i colleghi del Viminale e riesce in effetti ad ottenere un contatto utile alla causa bianconera. Con ogni probabilità assolutamente in buona fede.

Paola De Micheli
Paola De Micheli

Caso Suarez, i messaggi tra la De Micheli e il Viminale

“La Juventus mi chiede notizie di questa richiesta di cittadinanza. Mi aiuteresti?”, è il messaggio inviato dalla De Micheli a Bruno Frattasi, capo di gabinetto del Viminale, lo scorso 3 settembre. E così si mette in moto la macchina politico-istituzionale. Frattasi comunica alla De Micheli che l’istanza era stata rigettata del 2019 per la mancata conoscenza della lingua italiana ma che era possibile presentare nuova istanza per la concessione della cittadinanza. “Trattasi di un giocatore che la Juve vuole comprare. Non ha fatto l’esame perché sta da 11 anni in Europa. Ma non lo ha scritto nella domanda. Quindi mi consigli di mettere in contatto la Juve con un tuo dirigente per accelerare????”, risponde Paola De Micheli come riferito da il Corriere della Sera. E Frattasi si rende disponibile: “Indirizzali a me, poi ci penso io“.

Luis Suarez
Luis Suarez

I contatti tra il legale della Juve e il Viminale

I riflettori si spostano quindi sul Viminale. Il 3 settembre c’è un contatto telefonico tra il capo di gabinetto e Luigi Chiappero, avvocato della Juventus. Il legale bianconero avrebbe così ottenuto il contatto telefonico del prefetto Michele Di Bari, a capo del Dipartimento per le libertà civili e l’Immigrazione.

La Juve era convinta che Suarez avesse il passaporto

Tutto nascerebbe da un clamoroso errore della dirigenza bianconera. Come emerge dalle carte dell’inchiesta e dagli interrogatori, la Juve raggiunge un accordo di massima con Luis Suarez salvo poi scoprire, a trattativa ormai conclusa, che l’attaccante non aveva il passaporto comunitario, quindi per completare l’affare serviva che ottenesse la cittadinanza, magari anche in tempi brevi.

A quel punto, sempre secondo le ricostruzioni investigative, la palla passa a Chiappero, incaricato di risolvere l’annosa questione. Il resto è una storia ancora da chiarire nei minimi dettagli per capire effettivamente chi abbia fatto cosa. Intanto la scure si è abbattuta sui vertici dell’Università per stranieri di Perugia, con una serie di sospensioni e dimissioni.


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