Come funziona il Cloud Gaming? Ecco le principali piattaforme

Come funziona il Cloud Gaming? Ecco le principali piattaforme

Il Cloud gaming, la possibilità di giocare i videogiochi migliori su qualsiasi dispositivo, è la novità del 2020. Ecco le piattaforme disponibili in Italia.

Il Cloud Gaming è senza dubbio il fenomeno tecnologico di cui sentiremo parlare nel 2020. Il principio alla base è piuttosto semplice: invece di dover acquistare un computer o una console sempre più potente, possiamo giocare i giochi migliori in streaming attraverso Internet.

In questo modo la parte di calcoli più impegnativa viene fatta sui server del servizio a cui siamo abbonati, mentre il dispositivo che stiamo utilizzando diventa in pratica un semplice schermo con un controller collegato. Chiaramente le cose dal punto di vista tecnico sono un po’ più elaborate, ma il principio di base è esattamente questo. Vediamo i migliori servizi già disponibili, alcuni molto famosi, altri emergenti.

Google Stadia

Come succede spesso, Google Stadia non è la prima piattaforma esistente di cloud gaming. Ma è quella che ha reso famoso questo servizio, soprattutto grazie alla “potenza di fuoco” di Google. Ecco per esempio il video di presentazione:

Le caratteristiche tecniche sono notevoli, e anche la lista di titoli, per quanto contenuta, presenta alcuni giochi di primissima fascia. Per poter giocare servono il controller specifico e un dispositivo compatibile, come un Chromecast Ultra per la TV o uno smartphone di ultima generazione di casa Google o di alcuni altri marchi.

GeForce Now

Per gli appassionati di videogiochi su computer il marchio GeForce è sinonimo di schede grafiche. In questo caso il meccanismo è leggermente diverso dal classico abbonamento mensile.

Cloud Gaming GeForce Now

Il modello di business di GeForce Now infatti prevede che dobbiamo acquistare i giochi per PC, che rimarranno comunque di nostra proprietà, per poi poterli giocare su tutti i dispositivi compatibili attraverso lo streaming. Inoltre GeForce Now dispone anche di una versione gratuita, che permette di giocare per un’ora al giorno.

PlayStation Now

Il servizio di casa Sony si basa ovviamente sul brand PlayStation, e permette di giocare a una scelta di 700 giochi, utilizzando una PS4 oppure un PC equipaggiato con Windows.

Cloud Gaming PlayStation Now

La principale differenza fra PlayStation Now e i servizi di cloud gaming “puri” è che la soluzione pensata da Sony permette anche di scaricare i giochi sulla console per giocarli in locale. In questo modo anche chi non ha una connessione a Internet stellare può comunque avvantaggiarsi del servizio in abbonamento.

Project xCloud

In Italia il servizio di casa Microsoft è ancora in versione Anteprima, ma le caratteristiche sono piuttosto interessanti, e c’è la possibilità di accedere a un’anteprima pubblica.

Cloud Gaming Project xCloud

Al momento sono disponibili circa 50 giochi, che si possono giocare attraverso smartphone e tablet. Il sistema si basa sul controller Bluetooth di Xbox One ed è già disponibile anche una clip opzionale per sorreggere lo smartphone al di sopra di questo.

Per la verità, Microsoft dispone anche di un altro servizio, Xbox Console Streaming. Questo però, a differenza dei servizi di Cloud Gaming, permette solo di trasmettere i nostri giochi dalla console agli smartphone attraverso la rete locale.

Il Cloud Gaming si diffonderà?

Gli esperti del settore ci scommettono, tuttavia ci sono anche degli aspetti sottolineati dai detrattori che potrebbero minarne la diffusione. Il primo riguarda la proprietà dei giochi, che ovviamente decade appena si smette di pagare l’abbonamento. Secondo i detrattori, il sistema tradizionale, anche se più costoso, garantirebbe la proprietà dei giochi in modo permanente: chiunque può andare in soffitta, prendere la propria PlayStation 1, collegarla alla TV e giocare con i giochi che aveva acquistato, per esempio.

Il secondo problema riguarda la disponibilità di connessioni a banda larga. I sistemi di cloud gaming infatti sono piuttosto esosi in termini di banda. In Italia e negli altri paesi in cui la situazione della connettività è piuttosto disastrosa questo può costituire un grosso limite alla diffusione.

Fonte foto copertina: unsplash.com/photos/Mf23RF8xArY

ultimo aggiornamento: 21-02-2020

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