Come diventare interprete

Ci sono moltissime nuove professioni emergenti, a fronte di tante altre che invece vanno scomparendo. Molte sono legate alla conoscenza delle lingue, e alle realtà interculturale in cui ormai viviamo immersi, e rappresentano delle grandi risorse per chi cerca lavoro. Ecco come diventare interprete

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La passione per le lingue straniere può diventare facilmente un lavoro, e anche piuttosto ben retribuito: quello dell’interprete. Conoscere una lingua, oltre quella madre, o più di una, diventa infatti anche una possibilità professionale che consente anche di girare il mondo.

Per poter esercitare questa professione ovviamente c’è la necessità di seguire un iter di studi ben specifico e adeguato. Si potrebbe cominciare con un liceo linguistico, e poi proseguire con un corso di laurea in lingue. Esistono anche delle scuole e dei master specifici per traduttori.

Si deve fare molta attenzione alle lingue che si scelgono: alcune sono in declino, o comportano più concorrenza, altre sono in ascesa come richiesta di traduttori, ad esempio quelle orientali.

Di solito, è utile conseguire un certificato riconosciuto a livello internazionale che attesti la conoscenza della lingua per cui si ha intenzione di proporsi come traduttore, ed iscriversi ad una delle associazioni di categoria presenti in Italia (Assointerpreti) o a livello internazionale (AIIC, Association internationale des interprètes de conférence).

Molto utile è anche frequentare stages e tirocini con importanti associazioni anche umanitarie, o  che comunque operino a livello mondiale.