Sbattezzarsi è possibile: ecco come fare e quali sono le conseguenze del gesto.

Sull’onda delle polemiche legate al Ddl Zan, molte persone deluse dalla posizione della Chiesa hanno cercato informazioni su come sbattezzarsi, ossia su come cancellare il battesimo. Ebbene sì, si tratta di una procedura effettivamente esistente e anche facile. Non solo, i tempi sono anche abbastanza rapidi.

Cos’è lo sbattezzo e quali sono le conseguenze

Lo sbattezzo, o apostasìa, per la Chiesa è un peccato mortale, quindi è bene valutare con attenzione prima di procedere. Dal punto di vista pratico si tratta di una pratica per cancellare gli effetti del Battesimo. In estrema sintesi, chi decide di sbattezzarsi ovviamente è escluso dai sacramenti, dalle esequie ecclesiastiche, non può fare da padrino (o madrina) e ha bisogno dell’autorizzazione da parte del vescovo per celebrare il matrimonio canonico.

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Come sbattezzarsi

Per sbattezzarsi è necessario inviare una raccomandata A/R (qui il modello messo a disposizione da UAAR) alla parrocchia di battesimo, che in poche settimane manda una comunicazione dell’aggiornamento del proprio status, ossia della cancellazione dal registro dei battezzati. Ovviamente è possibile presentare la richiesta anche di persona. In questo caso ci si dovrà recare dal parroco e avanzare la richiesta.

Attenzione. In realtà non si tratta di una cancellazione vera e propria del battesimo. Si tratta di una modifica quasi esclusivamente burocratica. Il Garante della Privacy e più di un giudice hanno concordato sul fatto che il battesimo non può essere cancellato in quanto si tratta di un evento storico avvenuto. Sbattezzandosi vengono cancellate le conseguenze, quini di fatto si decide di non essere più formalmente parte della Chiesa cattolica.

Nel caso in cui non si sapesse il nome della parrocchia dove si è stati battezzati è possibile fare una ricerca sul sito ufficiale della CEI. Se la ricerca non portasse risultati, si dovrebbe chiedere alla parrocchia dove si è fatta la prima comunione, che dovrebbe avere un certificato nel quale sono indicati i dati del battesimo. In alternativa si può procedere con la stessa richiesta presso la parrocchia nella quale si è fatta la Cresima.

C’è un altro caso complesso. La parrocchia nella quale si è stati battezzati non esiste più. In questo caso la soluzione è più semplice. Basta mandare una mail al vescovo competente del territorio


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