Come si guida una moto: consigli ed errori da evitare

Come si guida una moto: consigli ed errori da evitare

Memorizzare i comandi ed il loro funzionamento è il primo passo per apprendere come si guida una moto; poi subentrano la pratica e le regole per la circolazione.

Guidare una motocicletta è di certo un’esperienza elettrizzante, in grado di trasmettere sensazioni diverse rispetto alla guida su quattro ruote. Di contro, non è un esercizio da prendere sotto gamba, per via dei rischi piuttosto elevati connessi alla caratteristiche dei mezzi a due ruote. Al di là delle ‘interpretazioni’ personali, la corretta guida in sella ad una motocicletta passa attraverso una serie di dettagli ai quali prestare grande attenzione: vediamo di seguito come si guida una moto nella maniera più corretta e sicura possibile.

Come si guida una moto a marce: la postura

Per imparare a guidare la moto, un po’ come accade per l’auto, bisogna partire dalle basi, ossia localizzare i comandi e capire come azionarli quando necessario:

  • Leva della frizione, da azionare con la mano sinistra;
  • Leva del freno anteriore, da azionare con la mano destra, usando due dita o quattro, a seconda delle caratteristiche del comando;
  • Leva del cambio, da azionare con il piede sinistro;
  • Freno posteriore, da azionare con il piede destro.
  • Acceleratore: si trova sull’estremità destra del manubrio. Viene azionato con la mano destra chiusa, effettuando una leggera rotazione all’indietro.

Il primo step da fare è quello di memorizzare la posizione delle leve e dei freni prestando particolare attenzione ai comandi di destra, dove la stessa mano governa freno e acceleratore; fatto ciò, stando a bordo della moto ferma in uno spazio ampio e libero dalla circolazione di altri mezzi o pedoni, si può passare ai primi esercizi di coordinazione, ovvero azionare ‘a vuoto’ le leve, così da prendere dimestichezza con i movimenti che sarà necessario fare una volta alla guida.

Come di guida una moto da strada: le marce e l’accensione

Benché esistano diversi modelli di moto con il cambio automatico, la maggior parte di quelle in circolazione è equipaggiata con un cambio manuale sequenziale. Per questo, il secondo passo da fare per assimilare la corretta tecnica di guida è imparare la tecnica di inserimento delle marce.

Anche in questo caso è bene anzitutto memorizzare alcune informazioni; come detto, il cambio della moto è costituito da un pedale che si trova sul lato sinistro e, di conseguenza, va azionata con il piede sinistro. In genere, le motociclette hanno cinque o sei marce alle quale si aggiunge una posizione neutra, spesso segnalata sul quadro strumenti dalla lettera ‘N’.

Lo schema delle marce segue, di solito, una disposizione crescente per cui la prima si trova in basso mentre la marcia più alta si trova nella posizione più alta; la peculiarità delle trasmissioni sequenziali delle motociclette è che la posizione ‘N’ (neutra) si trova tra la prima e la seconda. Ciò vuol dire che per innescare la marcia più bassa, bisognerà spostare la pedaliera verso il basso mentre per scalare verso rapporti più alti è necessario spingere il pedale verso l’alto.

La tecnica di innesto delle marce sulle moto è praticamente la stessa che si utilizza per le auto con cambio manuale sincronizzato: prima bisogna azionare la frizione (con delicatezza) tirandola con la mano sinistra; poi si seleziona la marcia con il piede sinistro e infine si rilascia la leva della frizione. Nel mentre si può ‘dare gas’, con moderazione, per rendere il passaggio da un rapporto all’altro più fluido.

Poiché il cambio delle marce richiede una buona dose di coordinazione tra due arti, il consiglio per i principianti è quello di fare pratica da fermo, avviando la moto e facendo qualche scalata ‘a vuoto’ così da capire con quale tempismo azionare i comandi.

Completato anche questo passaggio, si può passare all’accensione. Nei modelli più recenti, quella a pedale è stata sostituita dallo ‘start’ elettronico; i passaggi da seguire sono:

  • spostare il selettore dell’accensione sulla posizione ‘on’;
  • assicurarsi che la pedaliera del cambio sia sulla posizione neutrale;
  • inserire la chiave e ruotarla;
  • azionare la frizione (non tutte le moto prevedono questo passaggio);
  • premere il pulsante dell’avvio;
  • dare un leggero colpo di acceleratore (se necessario) e attendere che il motore si riscaldi leggermente (sono sufficienti pochi secondi, un minuto al massimo).

L’ultimo accorgimento prima di potersi mettere in marcia è quello di far rientrare il cavalletto sul quale poggia la moto ferma.

Come affrontare le curve in moto

Dopo aver appreso tutti i passaggi fondamentali per iniziare a guidare una motocicletta, si può passare alla messa in pratica degli stessi. Per esercitarsi in totale sicurezza è bene indossare l’abbigliamento adatto (il casco, i guanti e non solo) e di farsi affiancare da un motociclista esperto che possa correggere eventuali errori; è bene prediligere luoghi ampi ed isolati e cominciare con qualcosa di semplice (partenza, leggera accelerazione e frenata in prima).

Una volta raggiunto un buon livello di destrezza, si può passare ad una fase più complicata: come si guida una moto in curva. Per affrontare un tornante è necessario anzitutto valutarne al meglio le caratteristiche (angolo, visibilità, condizioni dell’asfalto). Fatto ciò, si sceglie la traiettoria migliore, si aziona prima il freno posteriore così da alleggerire l’anteriore; poi, all’ingresso della curva, si stringono le gambe al serbatoio e si tira su il busto, si sposta tutto il baricentro (così come le spalle e il busto) all’interno della curva e all’uscita si accelera mentre si rimettere il mezzo in equilibrio.

Quali errori non bisogna commettere alla guida di una moto

Guidare una moto vuol dire solcare la strada in costante – ma precario – equilibrio su due ruote. Per evitare di mettere a repentaglio la sicurezza propria e quella altrui, vi sono alcune cose che è bene evitare assolutamente (specie in condizioni particolari, come ad esempio guidare una moto sul bagnato):

  • guidare in maniera brusca, ossia azionare in comandi con la necessaria sensibilità;
  • perdere il contatto visivo con la strada: tenere lo sguardo dritto davanti a noi e non – ad esempio – sulla ruota anteriore;
  • gestire nella maniera errata i carichi e gli spostamenti di peso, trasferendoli troppo sull’anteriore o sul posteriore;
  • prestare poca attenzione agli altri utenti in circolazione guidando con superficialità;
  • considerare le strade di accesso pubblico come piste da corsa;
  • ignorare le prescrizioni del Codice della Strada e le norme di sicurezza.

Fonte immagine: https://pixabay.com/it/photos/motociclista-moto-corsa-veicolo-407123/