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Come uccidere una donna incinta: il manuale in una scuola a Roma
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“Come uccidere una donna incinta”: il manuale horror in una scuola

una donna usa un cellulare nell'ombra

Un drammatico episodio si è verificato all’interno di una scuola dove è apparso una sorta di manuale per uccidere una donna incinta.

Non solo la vecchia vicenda legata ad un ex fidanzato che ha ucciso la ragazza incinta. Adesso, in una scuola di Roma, è apparso persino un documento, una specie di manuale, con delle indicazioni per ammazzare una donna incinta. I fatti si sono verificati in un liceo della Capitale e sono stati denunciati anche sui social.

studentessa triste a scuola

Il manuale in una scuola: “Come uccidere una donna incinta”

Una vicenda tremenda è venuta a galla negli ultimi giorni: disegni e scritte sono state ritrovare su un banco dell’aula 110 della sede succursale del liceo Newton di Roma. Non si tratta di scritte e figure a caso ma quello che pare essere un vero e proprio “manuale” con le indicazioni per uccidere una donna incinta. Un fatto molto grave che è stato raccontato e prontamente denunciato da parte del collettivo Assange del’istituto, che ha sottolineato la pericolosità di ritrovamenti del genere.

La denuncia su quanto accaduto

All’interno dell’aula 110 della sede succursale è apparsa, venerdì, una scritta allarmante su un banco.
Si tratta di uno schema che esordisce con ‘uccidere una donna incinta‘ e procede descrivendo come trattare il feto ricavato, come nutrirsene, e fa esplicito riferimento a atti di natura sessuale nei confronti di esso. Una descrizione accurata, tristemente attenta, che non può essere parte di uno scherzo e che non va trattata con leggerezza”, si legge nel posto di Collettivo Assange.

E ancora: “È un manuale che incita alla violenza e a pensieri che non dovrebbero attraversare la mente di nessuno: quando la violenza smette di essere un’astrazione e diventa una “procedura”, descritta meticolosamente su un banco, siamo di fronte a una manifestazione di perdita di valori gravissima e preoccupante. E infatti siamo, scioccati e preoccupati”.

“Noi, e i professori. Crediamo che il problema sia costituito da un intersecarsi di tematiche complesse come la pedofilia, l’abuso sessuale, la violenza sistematica e radicata e, ancora una volta, l’oggettificazione delle persone, questa volta addirittura nella prima forma di vita. La sensibilizzazione e l’ educazione devono avvenire su più fronti, e ci auguriamo che chi è invaso da pensieri intrusivi di questa gravità abbia la possibilità di avere un appoggio psicologico immediato. Questo episodio ci ricorda, ancora una volta, quanto sia necessaria l’educazione all’affettività e alla sessualità e come sia doveroso e inevitabile agire affinché azioni di questo genere siano stigmatizzate dalla nostra comunità”.

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ultimo aggiornamento: 13 Marzo 2026 18:52

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