Una studentessa è stata stuprata in ascensore dopo essere stata pedinata per giorni: decisivo l’intervento del suo amico per salvarla.
Dopo la quindicenne stuprata al parco, la cronaca italiana ha portato un altro increscioso fatto di cronaca. Questa volta, la vittima di violenza sessuale è stata un’altra studentessa, la quale è stata in principio pedinata per diversi giorni.
Come riportato da Leggo, l’intervento del suo amico per salvarla è stato provvidenziale. Così come la sua testimonianza rilasciata subito dopo alle autorità, utile a ricostruire quanto accaduto per poi risalire all’aggressore.

Studentessa stuprata in ascensore: i dettagli
La vittima dell’aggressione sessuale è stata pedinata per giorni, dall’uomo che si è poi rivelato essere il suo aggressore. Quest’ultimo ha poi seguito la vittima fino a dentro l’ascensore dell’edificio in cui si trovava.
La ragazza è stata avvicinata dall’uomo con domande invasive e minacciose fin dal primo impatto. Poi, una volta che la reazione (verbale) della vittima è scattata, l’aggressione sessuale di cui sopra ha avuto inizio.
Una volta che le porte dell’ascensore si sono aperte, è intervenuto un amico della vittima, il quale ha sentito le sue urla di disperazione. Tra i due è iniziata una lieve colluttazione, la quale si è conclusa con la fuga dell’aggressore.
Le testimonianze dei due giovani
Questa è la testimonianza della studentessa: “Stavo tornando verso il campus dopo aver fatto la spesa e ho visto questo signore, vestito tutto di nero, che mi fissava. Lo avevo già visto tre o quattro settimane prima al supermercato. Sia io che un mio amico eravamo rimasti impressionati da come mi guardava“.
Poi, i dettagli sulle frasi pronunciate dall’aggressore: “Mi diceva: che bella che sei, sei fidanzata? Vuoi stare con me?“. Ed è qui che entrato in gioco il suo amico: “Era molto violento, è stato difficile separarlo da lei“.
Durante la fuga, l’uomo ha perso un indumento poi ritrovato dalle autorità, il cui DNA sembrerebbe essere effettivamente corrispondente.