La storia della comunità di San Patrignano fondata da Vincenzo Muccioli: gli inizi, le controversie e le polemiche.

La comunità di San Patrignano torna sotto la luce dei riflettori per la serie Netflix che ripercorre la storia di una realtà che da sempre divide l’opinione pubblica.

Dove si trova

Il centro di recupero si trova nelle campagne di Coriano, in provincia di Rimini. Prende il nome dalla strada che conduce nel podere.

Comunità di San Patrignano, la storia

La Comunità di San Patrignano viene fondata nel 1978 da Vincenzo Muccioli. Intorno alla metà degli anni Settanta Vincenzo Muccioli si trasferisce a Coriano dove può dedicarsi all’agricoltura. Negli stessi anni Muccioli e alcune persone a lui vicine entrano in contatto con persone con problemi ed iniziano ad aiutare una ragazza con problemi di tossicodipendenza. L’iniziativa personale di un imprenditore si sarebbe presto trasformata in una missione. In poco tempo sarebbero aumentati sia i volontari che i ragazzi aiutati. Il 30 ottobre 1979 viene costituita la cooperativa di San Patrignano che accoglie gli emarginati offrendo assistenza gratuita.

In poco tempo la comunità diventa un punto di riferimento per centinaia di persone e per diverse associazioni di volontariato che uniscono le forze con la comunità di Vincenzo Muccioli. Nel corso degli anni la comunità sarebbe riconosciuta anche dallo Stato italiano.

Vincenzo Muccioli
Vincenzo Muccioli

L’apertura verso l’esterno e il sostegno della famiglia Moratti

Alla morte di Muccioli (1995), la responsabilità della comunità passa al figlio Andrea, che sostanzialmente apre le porte della comunità all’esterno. Nel 2011 termina le gestione di Andrea Muccioli e San Patrignano passa sotto la gestione di un team di garanti. Storicamente la comunità di San Patrignano è sostenuta dalla famiglia Moratti, sempre molto vicina alla realtà fondata da Muccioli.

San Patrignano oggi

Pur conservando lo spirito con la quale è stata formata, nel corso degli anni la comunità si è adeguata ai tempi e in qualche modo si è aperta ulteriormente al mondo esterno.

Si tratta, come specificato sul sito internet, di “una casa, una famiglia per i giovani che hanno smarrito la strada, che hanno perso motivazione e devono riprendere un cammino fatto di autostima, di dignità, di responsabilità, di entusiasmo. Per i bambini che vivono il disagio di famiglie disintegrate in cerca della serenità perduta“.

San Patrignano è una comunità di vita che accoglie quanti sono afflitti dalle dipendenze e dall’emarginazione perché ritrovino la propria strada attraverso un cammino di recupero che è soprattutto un percorso d’amore. Gratuito, perché l’amore è dono. È nuova vita per le famiglie di chi soffre, che trovano conforto e sostegno nella guida esperta e affidabile della Comunità e dei volontari. È impegno per una società migliore attraverso i molti progetti di prevenzione”, prosegue la descrizione pubblicata sul sito internet della comunità.

Ad oggi la comunità è diventata una vera e propria città. Gli ospiti si occupano dell’agricoltura, dell’allevamento degli animali, stampano riviste. Non ci sono dubbi sul valore assoluto della comunità che regala una seconda occasione, una seconda vita a migliaia di persone.

Di seguito il video confezionato per i 40 anni della Comunità.

San Patrignano, scandali e le controversie

In effetti nella storia della comunità ci sono diverse ombre che di fatto dividono l’opinione pubblica tra i sostenitori della realtà e i detrattori.

Le prime polemiche risalgono al 1980, quando i Carabinieri, nel corso di una perquisizione, trovano alcuni ospiti incatenati e rinchiusi in quello che doveva essere un canile. Il fondatore della Comunità Vincenzo Muccioli viene arrestato e finisce a processo per maltrattamenti e sequestro di persona. Muccioli viene condannato in primo grado e assolto in appello. La Corte di Cassazione avrebbe confermato l’assoluzione facendo cadere le accuse a carico di Muccioli. Ma non le polemiche.

Alla fine degli anni Ottanta San Patrignano torna sulle pagine di cronaca dei giornali per la morte di un ragazzo che viveva nella comunità. A due anni dal ritrovamento del corpo, avvenuto nella Provincia di Napoli, sarebbe emersa la verità. Il giovane era stato ucciso a bastonate da tre ospiti. Il corpo senza vita del ragazzo fu trasportato nella zona di Napoli per depistare le indagini e in qualche modo tutelare la comunità, che avrebbe rischiato la chiusura. L’iter processuale si sarebbe concluso con l’assoluzione di Muccioli per quanto riguarda l’accusa di omicidio colposo. L’imprenditore invece fu condannato per favoreggiamento ma gli fu riconosciuta l’attenuante legata al fatto che avrebbe agito per motivi di particolare valore morale o sociale.

I suicidi

Durante il processo diversi giovani hanno raccontato alcuni episodi di violenza avvenuti nella comunità alzando un polverone mediatico intorno alla comunità. Hanno fatto rumore le storie di misteriosi suicidi tra gli ospiti della comunità. Il processo si sarebbe concluso con l’assoluzione degli imputati.

Chi era Vincenzo Muccioli, il fondatore della Comunità di San Patrignano

Nato il 6 gennaio 1934 a Rimini, Vincenzo Muccioli cresce con la passione dell’agricoltura. Ama i campi, la campagna, gli animali. Inizia a lavorare però nell’attività del padre, che gestiva un’agenzia di assicurazioni.

Nel 1962 Vincenzo Muccioli prende in moglie Maria Antonietta Cappelli, dalla quale avrà due figli: Andrea e Giacomo Maria.

Muccioli muore il 19 settembre 1995 all’età di 61 anni. Le cause della morte sono circondate da una sorta di giallo. Di fatto non furono mai chiarite le cause del decesso. Secondo diversi quotidiani le condizioni di Muccioli sarebbero peggiorate a causa dell’Epatite C.

Vincenzo Muccioli
Vincenzo Muccioli

La serie Netflix

Alla fine del 2020 è arrivata la serie Netflix sulla storia della Comunità: SanPa: Luci e Tenebre di San Patrignano. E proprio i vertici di San Patrignano hanno preso le distanze dalla produzione della docu-serie in quanto si concentrerebbe quasi esclusivamente sulle testimonianze dei detrattori della realtà. Emergerebbe quindi un racconto unilaterale, incentrato sulle ombre che non mancano nella storia della comunità. La docu-serie Netflix, che si basa testimonianze, interviste e immagini di archivio, si concentra sugli anni della gestione da pare di Muccioli, che si è occupato della Comunità dal 1978 al 1995.

Per i responsabili di San Patrignano, la serie in onda su Netflix fornisce un racconto “sommario e parziale, con una narrazione che si focalizza in prevalenza sulle testimonianze di detrattori, per di più, qualcuno con trascorsi di tipo giudiziario in cause civili e penali conclusesi con sentenze favorevoli alla Comunità stessa, senza che venga evidenziata allo spettatore in modo chiaro la natura di codeste fonti“.

Di seguito la nota della comunità sulla Serie Netflix.


Come prenotare il vaccino contro il Covid

Feste e ponti nel 2021: il calendario