Condanna definitiva per Alfredo Cospito
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Direttore: Alessandro Plateroti

Condanna definitiva per Alfredo Cospito

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La Cassazione conferma la condanna di Alfredo Cospito e Anna Beniamino rispettivamente a 23 anni e 17 anni e 9 mesi di carcere.

Diventa irrevocabile la condanna a 23 anni di reclusione per l’anarchico Alfredo Cospito, sentenza emessa dalla Cassazione per il suo ruolo nell’attentato alla ex caserma dei carabinieri di Fossano nel 2006. Con lui, anche Anna Beniamino riceve una conferma di pena, fissata a 17 anni e 9 mesi.

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Dettagli del processo di Cospito

Il processo ha visto i giudici della sesta sezione della Cassazione rigettare sia i ricorsi della Procura Generale di Torino sia quelli delle difese. Attualmente, Cospito è detenuto al regime del 41 bis a Sassari, rientrato dopo un periodo a Opera per ragioni di salute legate allo sciopero della fame, intrapreso per protestare contro il regime carcerario duro.

Le azioni in solidarietà verso Cospito e Beniamino hanno visto recenti episodi di protesta a Roma, con danneggiamenti a banche e scritte sui muri che invocano la loro liberazione. Questi eventi riflettono la tensione e il dibattito pubblico attorno alla severità delle misure restrittive applicate.

Implicazioni e reazioni

Nonostante la riconosciuta bassa incidenza dell’atto del 2006 sull’ordine statale, descritto come un “grave atto terroristico” dalle autorità, la Cassazione ha mantenuto una linea dura. Le difese hanno criticato la decisione come “estremamente severa” e non proporzionata alle reali conseguenze dell’atto. Come riferito dall’Ansa.

Il verdetto si inserisce nel più ampio contesto del maxi-processo FAI-FRI, con una serie di attacchi attribuiti al gruppo anarchico tra il 2003 e il 2016. La gestione del regime di detenzione di Cospito è stata oggetto di dibattito, culminato con la conferma del 41 bis nel marzo dello scorso anno da parte del tribunale di Sorveglianza di Roma.

La decisione della Cassazione non solo sancisce il futuro immediato di Cospito e Beniamino, ma segna anche un punto fermo nella gestione giudiziaria degli atti di protesta radicale in Italia, tra conferme giudiziarie e controversie legali e pubbliche sulla proporzionalità delle pene e sul trattamento dei detenuti in regime di alta sicurezza.

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ultimo aggiornamento: 25 Aprile 2024 12:05

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