L’assassino di Roberto Rizzi ha confessato dopo oltre 30 anni: “Non era lui l’obiettivo. È stato ucciso per sbaglio”.

TORINO – Roberto Rizzi è stato ucciso per sbaglio. A distanza di 31 anni dall’omicidio nel bar I tre moschettieri di Torino Vincenzo Pavia ha confessato agli inquirenti di aver sparato per errore all’uomo. Il vero obiettivo doveva essere Francesco Di Gennaio e solamente il giorno dopo il killer si è accordo dello sbaglio. La vittima non aveva nessun legame con la criminalità organizzata. Il suo unico errore? La somiglianza con Franco il Rosso.

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Omicidio Roberto Rizzi, al confessione di Vincenzo Pavia

Vincenzo Pavia a distanza di 30 anni ha raccontato come si è svolta realmente la vicenda quel giorno. Lui era stato incaricato da Saverio Saffioti di uccidere Francesco Di Gennaio ma per un errore in quel bar a morire è stato Roberto Rizzi. Uno scambio di persona che costerà molto caro al killer, in carcere per aver commesso otto omicidi negli anni ’90. Il mandante non potrà scontare la pena visto che è stato ucciso nel 1992 nella faida con l’ex compagno Salvatore Belfiore.

Si tratta di una vicenda di ‘Ndrangheta, infiltrata in Piemonte. La confessione di Pavia ha riaperto le indagini da parte degli inquirenti che ora sono al lavoro per cercare di trovare la soluzione ad altri delitti che fino a questo momento sono rimasti in ombra. Le parole di Pavia possono essere rivelatrici per fare luce su ulteriori casi ma per questo bisogna aspettare ancora un po’.

La vedova di Roberto Rizzi commenta la notizia ai microfoni di Repubblica: “Non perdonerò mai chi ha ucciso mio marito anche se è stato riabilitato. Quel giorno è stata una vera e propria esecuzione e queste avvengono solamente per i malavitosi. Lui era passato per uno di quelli ma non era così, era una persona buona“.

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