Bilaterale Meloni-Zelensky al Consiglio Ue

Bilaterale Meloni-Zelensky al Consiglio Ue

Oggi inizia il Consiglio europeo straordinario con particolare attenzione sulla questione migranti proposta dall’Italia.

Restano ancora tensioni sui temi portati avanti da Meloni in Europa: migranti e fondo europeo. Nonostante i suoi incontri a Stoccolma e Berlino per cercare di trovare un’intesa con i paesi del nord più scettici sulla questione aiuti di Stato e un cambio di rotta sull’immigrazione. L’obiettivo del governo italiano è quello di una maggiore flessibilità sull’uso delle risorse per far fronte al provvedimento americano. Il lavoro preparatorio al Consiglio europeo straordinario che ha il via oggi è stato fondamentale per capire i vari punti di vista.

Nelle varie telefonate con i leader europei si è ribadito l’impegno e il sostegno all’Ucraina. A margine del Consiglio Ue oggi la premier Giorgia Meloni avrà un bilaterale con il presidente ucraino Zelensky. Quest’ultimo sarà presente al Consiglio europeo dopo il suo viaggio a sorpresa di ieri a Londra dove ha incontrato il premier Sunak, il re Carlo III e ha tenuto un discorso al Parlamento. La posizione dell’Italia su Kiev è “netta e chiara” e assicurano dal governo “pieno sostegno senza esitazioni con una forte condanna dell’invasione russa”.

Europa Unione europea

Uniti sull’Ucraina divisi sul resto

I paesi europei sono quindi uniti sul sostegno all’Ucraina ma sono divisi sugli altri temi. I due punti fondamentali su cui si discuterà oggi e domani a Bruxelles, ovvero migranti e aiuti di Stato. Dal canto suo l’Italia chiede prudenza sulla modifica alle regole sugli aiuti di Stato perché teme una maggiore divisione delle economie dei vari stati e una frammentazione del mercato interno europeo. Un’altra divisione tra Nord e Sud dell’Europa rischia di verificarsi sui migranti.

L’Italia insiste sulla protezione dei confini europei esterni mentre la Svezia non vuole modificare le norme sull’immigrazione. Intanto, la Commissione Ue ha bocciato la richiesta dell’Austria di finanziare un muro tra Bulgaria e Turchia per bloccare il flusso migratorio dalla rotta balcanica.