Conte sicuro, “Non cadrò sul Mes”

Conte sicuro, “Non cadrò sul Mes”

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte segue le discussioni che dividono la maggioranza e assicura: “Non cadrò sul Mes”.

Intervenuto ai microfoni de la Repubblica, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha parlato dei temi caldi del momento, ossia Mes e Recovery fund, che tengono sulle spine la maggioranza.

Conte a la Repubblica, “Non cadrò sul Mes”

Tra voci di rimpasto, ribaltoni e governi tecnici, sta prendendo forma un’ipotesi precisa: questo governo rischia di non andare avanti, non con questa formazione almeno. E mentre le fazioni del Movimento 5 Stelle discutono sul Mes dopo le parole di Grilloche non aiutano la maggioranza – e mentre Renzi parla di dimissioni (del premier, ovviamente), Conte ostenta sicurezza ai microfoni del La Repubblica.

“Siamo in guerra con il virus ma ora inizia la ricostruzione nel segno dell’Europa e sarà il mio governo a guidarla perché non cadrò sul Mes”, ha dichiarato Giuseppe Conte ai microfoni de la Repubblica. Il Premier ha anche ribadito di non essere particolarmente preoccupato dal voto del 9 dicembre sul Mes in quanto non si tratta di un voto sull’attivazione. Il messaggio è chiaro. Con un pizzico di buonsenso la maggioranza può arrivare ad un accordo per non andare sotto e rinviare la discussione. Ancora una volta.

Seguo con molta attenzione le vicende interne del M5S che dopo gli Stati Generali sta completando il processo di rinnovo degli organi interni. Immagino che alcune fibrillazioni possano dipendere dal dibattito interno che sta accompagnando questa fase. È un momento in cui possono essere maggiori le difficoltà di operare sintesi politiche. Ma l’indirizzo del Movimento è chiaro: offrire un contributo critico al miglioramento dell’Europa“, ha dichiarato Conte commentando i giorni difficili che sta vivendo il Movimento 5 Stelle.

Giuseppe Conte

Il rimpasto di governo

Inevitabile poi in commento sulle voci – sempre più insistenti – di un rimpasto di governo. Ipotesi che il premier Conte non esclude pur chiamando l’operazione con un altro nome. Ma la sostanza non cambia. Se fosse necessario la squadra dei ministri potrebbe essere rivista.

“Il termine rimpasto è una formula che andrebbe esiliata dal lessico della nuova politica. Cosa significa? Rimescolamento delle posizioni di governo? I cittadini non capirebbero. Se invece, nell’ambito di un serio e costruttivo confronto politico, una forza dovesse ravvisare l’opportunità di migliorare la sua squadra, questo sarebbe un altro discorso. Ma deve nascere dalle forze politiche, in maniera trasparente”.