Il Presidente del Consiglio in un colloquio con i principali quotidiani ha fatto il punto sul Recovery plan e sulla governance: “La politica non sarà commissariata”.

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte vuole disinnescare la minaccia della crisi di governo sul Recovery plan e intorno alle 22.00 del 9 dicembre apre ad un colloquio con i giornalisti dei principali quotidiani italiani facendo il punto sulla governance del Piano Nazionale che rischia di far saltare il tavolo.

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

Recovery plan, passo indietro di Conte sulla governance

Il nodo è legato alla governance e al No incondizionato di Italia Viva di Matteo Renzi alla famosa task force incaricata di gestire i fondi che arriveranno dall’Europa.

Giuseppe Conte parla di un colossale fraintendimento quasi dovesse convincere la stampa e gli italiani della sua buona fede. Noi gli crediamo, ci mancherebbe, ma questo non sposta gli equilibri instabili che reggono il Conte Bis. Il Presidente del Consiglio deve convincere Matteo Renzi, che di fatto in occasione del suo intervento al Senato dell’11 dicembre ha menato colpi a destra e a manca meritandosi gli applausi del Centrodestra.

“La politica non verrà commissariata, dobbiamo assicurare tempi certi e velocità. Dovrebbe solo essere prevista una clausola di salvaguardia nel caso in cui le amministrazioni centrali non possano intervenire per esercitare i poteri sostitutivi”, assicura il Presidente del Consiglio come riferito da il Corriere della Sera.

Si tratta di un mezzo passo indietro, in quanto Conte ribadisce che la struttura per controllare i progetti resta necessaria.

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

Lo scontro con Matteo Renzi

Qualcuno interpreta il chiarimento di Conte come una sorta di passo indietro di fronte alle pretese di Renzi, ma premier vuole fare chiarezza su un punto.Non si tratta di vincere o perdere.

“Vittorie e sconfitte a me non interessano. C’è un Paese in sofferenza, abbiamo una investitura di fiducia dell’Europa. Il dibattito ha assunto toni e contenuti fuorvianti […]. Non possiamo permettere che la dialettica politica ci faccia precipitare in una condizione sterile di distacco dalle urgenze del Paese. Questo interrogarci chiassoso tra noi non ha significato, mentre i cittadini attendono e le sfide corrono”.

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ultimo aggiornamento: 10-12-2020


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