Le Regioni chiedono al governo di rivedere i divieti sugli spostamenti tra Comuni nelle giornate del 25 e del 26 dicembre e del 1 gennaio.

Prosegue la trattativa tra Governo e Regioni sugli spostamenti consentiti a Natale. Le indicazioni dell’esecutivo sono chiare: dal 21 dicembre al 6 gennaio sono vietati gli spostamenti tra Regioni a prescindere dal colore della zona. Il 25 e il 26 dicembre e il 1 gennaio invece sono vietati anche gli spostamenti tra i Comuni.

Francesco Boccia
Francesco Boccia

Presidenti delle Regioni in pressing sul governo per la revisione dei divieti agli spostamenti a Natale

Proprio sul divieto di spostamenti tra Comuni il giorno di Natale, Santo Stefano e Capodanno si gioca l’ultima partita sul dpcm del 3 dicembre, presentato in conferenza stampa dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

I Presidenti delle Regioni, con un ultimo disperato assalto, sperano di convincere il governo a rivedere le restrizioni e avanzano una proposta ritenuta ragionevole da quasi tutti i presidenti delle Regioni: vietare gli spostamenti a livello provinciale. In questo modo si salverebbero gli spostamenti tra Comuni situati a distanza ravvicinata.

La critica delle Regioni è fondata. Gli abitanti di una grande città come Roma, ad esempio, percorrono decine di chilometri per attraversare la città. Uno spostamento consentito anche nei giorni in cui scatta il divieto di spostamenti. In molte Regioni ci sono invece tanti Comuni situati a pochi metri di distanza. Comuni limitrofi. Ma con il confine che non può essere superato. rivedendo il divieto in ottica provinciale si andrebbe a riequilibrare la situazione.

Carabinieri
Carabinieri

L’apertura del governo agli spostamenti per Natale

Stando a quanto riferito dall’ANSA, il Premier Conte avrebbe preso in considerazione le richieste dei Presidenti delle Regioni per quanto riguarda gli spostamenti tra Comuni. Non si esclude quindi una revisione delle norme prima del prossimo 21 dicembre.

Resta da capire ora come si muoverà il governo per correggere le regole. Non si esclude che il governo possa limitarsi a correggere le FAQ. Il decreto potrebbe essere modificato in Parlamento o, in alternativa, si potrebbe procedere con un nuovo provvedimento per aggiornare le regole.

Il caso dei trasporti con la Svizzera: la Ffs sospende i collegamenti con l’Italia

Sempre a proposito di spostamenti, il governo deve fare i conti con lo stop ai collegamenti annunciato dalle Ferrovie federali svizzere.

“L’interruzione è legata all’impossibilità della compagnia di soddisfare i requisiti previsti dal Dpcm che richiede, tra l’altro, la misurazione nei treni della temperatura corporea. I passeggeri, inoltre, devono essere dotati di un attestato di risultato negativo del test per il Covid-19 e di un certificato di lavoro”, recita la nota della Ffs.

E inevitabilmente lo stop ai collegamenti crea non pochi disagi ai transfrontalieri e alle tante persone che per motivo di lavoro ogni giorno si trasferiscono in Svizzera.

Entra a questo punto in scena la ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture Paola De Micheli, che spera di riuscire a garantire almeno i servizi essenziali tra Italia e Svizzer.

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ultimo aggiornamento: 10-12-2020


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