Il segretario dell’Onu utilizza un’immagine emblematica per descrivere la situazione climatica attuale. Ma non è persa ogni speranza.

“Siamo su un’autostrada verso l’inferno climatico con il piede sull’acceleratore” ha detto con una metafora molto forte il segretario delle Nazioni Unite Guterres nel suo discorso di apertura della Cop27. La conferenza internazionale dell’Onu contro la crisi climatica ha osservato la situazione rivelando uno scenario apocalittico del nostro pianeta. Ma Guterres ricorda che c’è anche una notizia positiva: possiamo ancora intervenire e tutti abbiamo gli strumenti per farlo.

Per intervenire c’è bisogno che ci sia la volontà da parte della politica di agire in merito. Così si spera che sia per gli oltre 130 capi di stato e di governo arrivati a presenziare alla Cop27 a Sharm el Sheikh. Durante la conferenza hanno preso la parola molti di quei paesi che più di altri subiscono le conseguenze del cambiamento climatico senza avervi contribuito in modo massiccio come invece fanno i paesi sviluppati e industrializzati.

bandiera ONU
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Le economie sviluppate paghino le proprie responsabilità ai paesi del sud del mondo

Si parla dunque del Sud del mondo che si trova ad affrontare un paradosso: chi meno inquina deve affrontare i danni provocati da tutti gli altri. I paesi del sud del mondo quindi chiedono alle economie più sviluppate, gli artefici del cambiamento climatico, di pagare per le loro responsabilità. “L’Africa contribuisce a meno del 3% dell’inquinamento responsabile del cambiamento climatico, ma è la più colpita dalla crisi che ne consegue – ha dichiarato William Ruto, presidente del Kenya – È quindi giusto e opportuno che questa conferenza prenda le misure necessarie per riconoscere le esigenze e le circostanze particolari dell’Africa”.

Anche Mia Mottley, la premier delle Barbados, ha dichiarato che il sud del mondo resta alla “mercé del Nord”. Dopo anni, inoltre, è entrato nel dibattito sulla questione climatica anche la questione dei soldi da dare ai paesi più poveri per i danni che hanno subito. Il presidente Macron ha infatti invitato Usa e Cina a pagare per la propria parte di responsabilità, abbastanza cospicua. In più arriva l’accusa di Ong africana al cancelliere tedesco Scholz di fare “colonialismo energetico” per sostituire il gas russo con quello africano.

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ultimo aggiornamento: 08-11-2022


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