Si sono costituiti i due coniugi indagati per evasione fiscale. Avevano emesso fatture false per un totale di 500 milioni di euro.

I protagonisti della vicenda sono due coniugi residenti a Brescia. Pare che i due si siano presentati spontaneamente in carcere, per spiegare la loro versione dei fatti al Gip. Si riaprono quindi le porte del carcere per la coppia finita sotto indagine per la maxi inchiesta per evasione fiscale. Gli inquirenti avrebbero scoperto un giro di fatture false, della cifra totale di 500 milioni di euro.

In seguito alle indagini, la guardia di finanza ha rinvenuto circa otto milioni di euro nascosti sotto il prato del casolare Gussago, situato in provincia di Brescia. Da quanto emerso dalle indagini, pare che la coppia, 46 anni lui e 40 lei, gestisse degli sporchi affari.

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La fuga all’estero

Entrambi erano fuggiti all’estero quando hanno capito che la loro attività stava per condurli al carcere. Era l’estate del 2020, quando un imprenditore li ha avvisati delle verifiche fiscali a cui era stata sottoposta la sua azienda.

Così nei giorni scori, sono tornati e accompagnati dal loro legale, si sarebbero presentati in carcere. La 40enne si è costituita a Verziano, mentre il 46enne si è costituito al penitenziario di Cremona. I due verranno ascoltati dal Gip a breve, molto probabilmente nei prossimi giorni.

Carabinieri

La coppia è indagata per fatture false, per un valore totale di 500 milioni di euro. I due complici hanno emesso le fatture incriminate a partire dal 2018, nell’ambito di attività dedite al commercio di materiale ferroso. La prima parte del bottino, rinvenuta dagli inquirenti, si trovava nel prato che circonda il casolare. Nella fattispecie, si tratta di migliaia di banconote da 50 e 100 euro.

Oltre alla coppia, anche il loro figlio 22enne si trova agli arresti domiciliari ed anche la sorella della 40enne. Al centro delle indagini ci sarebbero un totale di ben 77 indagati. La prima segnalazione è arrivata nel 2019, ai carabinieri di Gardone Val Trompia.

Nello specifico, era emersa la scoperta di 113 bonifici eseguiti nel giro di poco tempo da un’azienda di Lodrino, intestata a un operaio della Valtrompia. Pare che i soldi fossero destinati a soggetti cinesi. Venivano versati su conti correnti esteri aperti in banche asiatiche.

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ultimo aggiornamento: 14-09-2022


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