Emergenza coronavirus, in Lombardia la battaglia non è vinta. Dati ancora instabili, preoccupa la città di Milano.

Emergenza coronavirus in Lombardia, il peggio non è ancora alle spalle. Se a livello nazionale i dati sembrano confermare la fase decrescente della curva dei contagi del coronavirus, in Lombardia l’ottimismo dei giorni scorsi ha lasciato spazio alla preoccupazione alla luce dei dati dell’11 aprile. L’andamento non è stabile. E Milano non è fuori pericolo.

Giulio Gallera
Giulio Gallera

Emergenza coronavirus in Lombardia, i dati sono instabili

Nelle giornata dell’11 aprile in Lombardia si contavano 57592 positivi con una crescita di 1544 soggetti a fronte di quasi diecimila tamponi. La buona notizia, che rispecchia il dato a livello nazionale, è che cala il numero delle persone in terapia intensiva. La cattiva notizia è che il numero delle persone ricoverate non in terapia intensiva sta aumentando.

“Non è assolutamente finita, non dobbiamo abbassare in nessun modo la guardia, non dobbiamo pensare che il peggio sia passato perché i dati non sono stabili. I dati ci dicono che veramente non è finita, non rilassatevi, è vero che il trend è migliore di settimana scorsa ma non ci fa ancora stare tranquilli”, ha dichiarato Gallera esprimendo la sua preoccupazione per l’emergenza sanitaria.

Di seguito il video con l’intervento di Gallera per quanto riguarda i dati della Lombardia per l’11 aprile

Riflettori puntati sulla città di Milano

I riflettori restano puntati sulla città di Milano, dove non si registra un deciso calo del numero dei contagiati. Anzi, i numeri hanno fatto registrare una lieve impennata. La situazione è monitorata con attenzione ma non è considerata allarmante. Sicuramente deve convincere tutti a rispettare le restrizioni imposte da governo e Regione per evitare di vanificare quanto di buono fatto fino a questo momento.

Coronavirus, quarantena più lunga per i positivi

Alla luce dei dati instabili, le autorità della Lombardia hanno deciso di prolungare la quarantena fino al 3 maggio per tutti i positivi.

I 14 giorni servono per vedere se compaiono i sintomi, ma molte persone poi sono ancora positive quindi a garanzia di tutti allunghiamo il periodo. L’idea, poi, è di fissarlo a 28 giorni in via definitiva“, ha dichiarato Gallera.


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