Assembramenti nelle principali città italiane, Speranza: “Zona gialla non è scampato pericolo”

Assembramenti nelle principali città italiane, Speranza: “Zona gialla non è scampato pericolo”

Coronavirus in Italia, assembramenti in diverse città italiane in attesa del passaggio alla zona gialla. L’allarme degli esperti: il virus potrebbe tornare a correre.

Fine settimana all’insegna del liberi tutti in molte città italiane, dove centinaia di persone si sono radunate nei parchi e nelle principali vie dello shopping anticipando il passaggio in Zona Gialla, che scatta dalla giornata di lunedì 1 febbraio, con assembramenti che preoccupano gli esperti, che evidenziano come l’emergenza non sia ancora alle spalle.

Coronavirus, assembramenti nelle vie dello shopping delle principali città italiane

Nella giornata di sabato, con molte delle Regioni italiane formalmente ancora in zona Arancione, le persone hanno approfittato della tregua concessa dal maltempo per andare a trascorrere qualche ora al parco (con tanto di pranzo al sacco) o per tornare a girare per le vie dello shopping. Nulla di contrario alle regole, almeno per quanto riguarda gli spostamenti. In zona Arancione, infatti, è possibile circolare liberamente all’interno del proprio Comune, senza dover presentare l’autocertificazione. È comprensibile quindi che molte persone abbiano deciso di uscire di casa.

Si sono registrati assembramenti in zona Navigli a Milano, in via del Corso a Roma, in diverse città del Veneto, dove sono iniziati i saldi.

Molte persone si sono riversate nei parchi riunendosi anche in comitive formate da più persone. E non solo ragazzi. Anche famiglie con bambini che hanno approfittato della giornata di sole per darsi appuntamento sul prato e mangiare sull’erba.

Carabinieri

La beffa per i ristoratori e i gestori dei bar

A rimetterci sono stati inevitabilmente i ristoratori e i gestori dei bar. A differenza di quanto accaduto nelle scorse settimane, la nuova ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza non è entrata in vigore nella giornata di domenica, ma è slittata a lunedì. Se avessero potuto approfittare della zona Gialla, i gestori dei bar e dei ristoranti avrebbero potuto aprire le porte ai clienti facendo respirare le casse. Invece hanno dovuto tenere la serranda abbassata se non per l’asporto e la consegna a domicilio. Anche il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha espresso le sue remore per la decisione di far slittare al 1 febbraio l’entrata in vigore della nuova ordinanza del Ministero della Salute.

Intanto la Fipe è tornata a chiedere al governo la proroga dell’orario di apertura dei ristoranti chiedendo di posticipare la chiusura alle 22.00 per poter tornare a lavorare anche la sera.

Coronavirus bar

L’allarme degli esperti

In questo braccio di ferro tra la necessità di mantenere alta l’asticella dell’attenzione e la voglia di tornare a vivere spensierati, si inserisce il commento di molti esperti che si sono detti preoccupati per l’evolvere della situazione. Il timore è che con le riaperture il virus possa tornare a correre costringendo le autorità competenti a procedere con nuove chiusure urgenti.

Speranza, “Zona gialla non significa scampato pericolo”

“Zona gialla non significa scampato pericolo. Serve ancora la massima prudenza se non vogliamo tornare indietro rispetto ai passi avanti delle ultime settimane“, ha dichiarato il Ministro della Salute Roberto Speranza.