Perché si parla (erroneamente) del blocco fino al 31 luglio

Coronavirus, come è nata la paura del blocco fino al 31 luglio (e perché non ha senso)

Emergenza coronavirus, perché si parla (erroneamente) del blocco fino al 31 luglio e perché la paura – al momento – non è giustificata in nessun modo.

Nella giornata del 25 marzo è dilagata la notizia del blocco dell’Italia fino al 31 luglio 2020. In poche ore si è diffusa a macchia d’olio l’indiscrezione secondo cui le restrizioni sarebbero state prorogate fino a fine luglio. Inutile sottolineare il panico. Ingiustificato. Al momento, infatti, non è plausibile lo scenario del blocco totale fino all’inizio del mese di agosto. Proviamo a fare chiarezza.

Perché si parla del blocco fino al 31 luglio (e perché il panico è immotivato)

Il problema principale è legato al fatto che è circolata una bozza del decreto. Un testo dal valore pari a zero o poco più dato in pasto alla stampa e all’opinione pubblica che ha iniziato ad interpretare liberamente un testo non definitivo e non semplice da intendere.

Ma al momento il rischio che il blocco possa durare fino alla fine di luglio, come detto e ribadito dal premier Conte, è quasi pari a zero. La dichiarazione dello stato di emergenza ha sempre una durata di sei mesi. Nel caso in cui la situazione dovesse migliorare prima di questo termine, come auspicabile e prevedibile, potrà essere emanato un nuovo Dpcm che servirà a rimodulare le misure in vigore.

Giuseppe Conte videoconferenza
fonte foto https://www.facebook.com/GiuseppeConte64/

Le dichiarazioni di Giuseppe Conte in conferenza stampa

Il concetto è stato chiarito definitivamente dal Presidente del Consiglio, intervenuto in conferenza stampa alla fine del Consiglio dei Ministri che ha approvato il testo definitivo.

Giuseppe Conte si è detto amareggiato per la nuova fuga di notizie (errate) ed è stato costretto a correre ai ripari facendo luce su quanto deciso e messo nero su bianco nell’ultimo decreto.

“Siamo pronti in qualsiasi momento e ci auguriamo prestissimo di poter allentare la morsa di queste limitazioni. Siamo confidenti e fiduciosi che ben prima di quella scadenza del 31 luglio fissata all’inizio dell’emergenza si possa tornare alle nostre abitudini di vita, a un migliore stile di vita, perché questa prova che stiamo affrontando ci renderà migliori”, ha specificato Giuseppe Conte in conferenza stampa.

ultimo aggiornamento: 25-03-2020

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