Nella Conferenza Stato-Regioni è stato deciso la proroga dello stop a spostamenti tra Regioni di altri 30 giorni.

ROMA – E’ durata due ore la Conferenza Stato-Regioni convocata prima del Cdm per discutere delle nuove misure anti-Covid. Come riferito dall’AdnKronos, la ministra Gelmini ha comunicato la decisione del Governo di prolungare lo stop agli spostamenti tra Regioni per altri 30 giorni.

La ratifica di questo nuovo provvedimento è attesa nel Consiglio dei ministri convocato nella giornata di lunedì 22 febbraio alle ore 9.30. In questa riunione si inizierà a lavorare anche per il prossimo dpcm.

Gelmini: “Decisioni condivise”

Se da una parte il ministro Speranza ha parlato di “restrizioni indispensabili contro la varianti“, dall’altra la ministra Gelmini ha aperto al dialogo con le Regioni in vista del prossimo dpcm: “La nascita di questo nuovo esecutivo è l’espressione di una vera unità nazionale nel contrato ad un nemico che purtroppo ha già fatto contare quasi 100mila vittime nel nostro Paese“.

Sarebbe sbagliato immaginare – ha aggiunto la forzista – che l’ampia maggioranza non si rispecchiasse anche a tutti i livelli istituzionali dello Stato. In questo momento non servono divisioni, ma soluzioni. E nel prossimo Cdm porterò il documento inviatomi dalle Regioni all’attenzione del Governo“.

Mariastella Gelmini
Mariastella Gelmini

Le richieste delle Regioni

Le Regioni, come riportato dall’AdnKronos, hanno presentato una bozza che sarà portata nel prossimo Consiglio dei ministri.

La prima richiesta dei Presidenti è legata ai vaccini. Le Regioni chiedono un cambio di passo nella campagna di vaccinazione e su questo punto non dovrebbero esserci problemi di sorta. Il premier Draghi sin dal suo discorso programmatico ha presentato la sua proposta: vaccini in caserme, hangar, parcheggi e simili per vaccinare il maggior numero di persone nel minor tempo possibile.

I Presidenti chiedono misure nazionali di base omogenee che superino l’attuale zonizzazione, salvo prevedere misure più stringenti nelle zone considerate a rischio epidemiologico alla luce di dati che possano essere di facile ed immediata lettura.

Da parte dei presidenti, inoltre, è stata avanzata la richiesta di una revisione dei parametri dell’indice Rt e una revisione del sistema delle zone, nel senso della semplificazione, per valutare possibili riaperture. Inoltre dai governatori è arrivata la richiesta di comunicare ad inizio settimana i dati del monitoraggio, così da conoscere le misure restrittive e lo spostamento tra le Regioni nelle aree di rischio con largo anticipo. Ad oggi i dati del monitoraggio vengono comunicati solo il venerdì e le ordinanze entrano in vigore la domenica o il lunedì. Di fatto chi ha un’attività commerciale ha uno o due giorni di lavoro per organizzare la riapertura o per organizzare la chiusura dell’attività in caso di passaggio in zona Rossa o Arancione.

Le Regioni chiedono inoltre una riflessione sull’impatto della scuola sulla curva. Legata alla scuola c’è la richiesta di procedere con misure a tutela dei genitori, come ad esempio il congedo parentale in caso di genitori interessati dalla chiusura della scuola dei figli.

Chiude il quadro delle richieste la domanda di ristori immediati per le attività costrette a chiudere.

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ultimo aggiornamento: 22-02-2021


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