Coronavirus, gli indicatori decisivi per il Natale

Coronavirus, gli indicatori decisivi per il Natale

Indice Rt e tasso di positività, i dati per salvare il Natale. E non ci dovrebbero essere regole ‘scritte’ per i cenoni casalinghi.

ROMA – Sono l’indice Rt e il tasso di positività i dati chiave per salvare il Natale. Manca ancora più di un mese al 24 dicembre, ma il Governo spera di piegare il prima possibile la curva per iniziare una riapertura (parziale e non totale) in vista delle prossime festività.

Il primo giorno segnato in rosso sul calendario è il 3 dicembre, scadenza dell’attuale dpcm in vigore. Come riportato dal Corriere della Sera, il premier Conte vuole arrivare a quella data con l’indice di trasmissione sotto l’1 (obiettivo non impossibile) e il tasso di positività intorno al 10%. Solo in questo modo si potrebbe iniziare ad aprire già prima del periodo natalizio.

Le ‘regole’ per il Natale

Nessuna ‘regola’ scritta per il Natale. Nonostante il pressing di scienziati e rigoristi, il premier Conte non dovrebbe mettere nero su bianco indicazioni per trascorrere le festività in casa. Non sono escluse raccomandazioni, ma non sono previsti obblighi su gradi di parentela.

E tutti, come scritto da La Repubblica, potranno trascorrere il Natale in famiglia. Nonostante la conferma del divieto degli spostamenti tra le regioni di colore diverso, il ritorno al proprio domicilio, residenza e abitazione è sempre consentito. Un passaggio che dovrebbe essere ulteriormente chiarito dal premier Conte nelle prossime settimane per evitare l’esodo verso il Sud visto nel primo lockdown.

Cena Natale

Guerini: “Nessuna regola per Natale”

La linea di non inserire regole per Natale è condivisa da parte della maggioranza. Il ministro Guerini a margine di un evento ha ricordato che Il Paese sta vivendo […] l’emergenza veramente con grande responsabilità e dignità che saranno presenti in tutte le fasi che attraverseremo, anche nella fase natalizia […]. Non c’è bisogno di indicazioni per vivere il Natale da dare alle persone, lo fanno da sole, perché tutti siamo seri, responsabili e consapevoli che il nemico si affronta anche attraverso comportamenti individuali quotidiani

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