Coronavirus in Italia, allarme negli ospedali. A Sambuca di Sicilia colonna di ambulanze nella notte per evacuare la locale Rsa.

L’Italia è divisa in due per quanto riguarda il coronavirus: c’è chi parla di una situazione critica e si augurava una stretta più decisa del governo per quanto riguarda l’ultimo dpcm e c’è chi invece ritiene esagerato parlare di situazione critica e trova eccessive le misure adottate dall’esecutivo.

Come spesso accade, il quadro più preoccupante è quello che viene fornito dagli ospedali, che rappresentano la prima linea, il fronte della lotta al Coronavirus. Non è da sottovalutare inoltre l’allarme che negli ultimi giorni arriva dalle Rsa.

Coronavirus
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Coronavirus, a Sambuca di Sicilia colonna di ambulanza nella notte per evacuare Rsa

Immagini che fanno riflettere arrivano da Sambuca di Sicilia, dove una colonna di ambulanze attraversa il Paese nella notte per andare ad evacuare la locale Rsa, dove in pochi si sono registrati quattro decessi legati al Coronavirus. In poche settimane il Comune è passato dall’essere Covid free ad essere zona rossa, con le vie d’accesso presidiate dagli uomini delle forze dell’ordine.

Ambulanza
Ambulanza

Coronavirus, allarme dei medici: “Chiamata alle armi”

Sui social network e sui principali quotidiani si moltiplicano i messaggi di medici e operatori sanitari che dipingono una situazione allarmante, paragonata addirittura a quella vissuta a marzo, quando eravamo nel pieno dell’emergenza sanitaria.

“Stiamo facendo una ‘chiamata alle armi’, dobbiamo richiamare medici e infermieri. Qui è peggio che a marzo”, ha dichiarato ai microfoni dell’ANSA il direttore dell’unità di pneumologia dell’Azienda ospedaliera di Verona

Medico Ospedale
Medico Ospedale

Il punto di osservazione privilegiato (e parziale) di chi è in prima linea nella notte al Covid-19

E proprio dagli ospedali si ha un punto di vista parziale e privilegiato. Le persone in prima linea vedono il nemico da vicino, ne conoscono le caratteristiche, possono dire se effettivamente sia più o meno aggressivo. Ma dal fronte è più difficile avere una visione d’insieme.

Provando a semplificare il concetto, che sembra essere in fondo quello alla base della nuova strategia adottata dal governo, un intero reparto di terapia intensiva occupato rappresenta una situazione critica ma a livello locale. L’impatto a livello nazionale, numericamente parlando, non è così incisivo da richiedere un lockdown generale.

Quindi non ci sono dubbi sul fatto che in molti ospedali la situazione sia critica e che per molti medici e infermieri sia addirittura simile a quella vissuta nei mesi duri dell’emergenza. Ma questo non significa che tutto il Paese sia allo stesso livello di marzo. Almeno per il momento.

Terapia intensiva coronavirus

Miozzo, “Evoluzione critica dei numeri di contagiati giornalieri e sovraccarico dei servizi sanitari”

Una panoramica generale sulla tenuta del sistema sanitario nazionale arriva da Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, intervenuto ai microfoni de il Corriere della Sera.

Abbiamo un’evoluzione critica dei numeri di contagiati giornalieri, di sovraccarico dei servizi sanitari a partire dalle strutture di ricovero e dei reparti di terapia intensiva e malattie infettive e del territorio“.

“Con l’attuale evoluzione dell’indice di trasmissione le strutture sanitarie, soprattutto in alcune regioni, rischiano di giungere alla saturazione. Per questa ragione è indispensabile, urgente e prioritario rafforzare la medicina territoriale con il coinvolgimento dei medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta che giocheranno, se adeguatamente coinvolti, un ruolo cruciale per ridurre la pressione sulle strutture sanitarie del Paese”, ha aggiunto.

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ultimo aggiornamento: 19-10-2020


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