Via al processo per Gianluca Soncin per il femminicidio di Pamela Genini. In aula momenti di tensione con le urla della madre della ragazza.
Non solo le ultime dichiarazioni di Francesco Dolci, amico della povera Pamela Genini, in merito alla profanazione della tomba e alle visite in cimitero. In Aula, in queste ore, è iniziato il processo ai danni di Gianluca Soncin, killer della ragazza. Proprio davanti ai giudici si sono vissuti momenti di forte tensione con la madre della vittima scoppiata in lacrime dopo una sfuriata.

Femminicidio Pamela Genini: processo per Soncin
Momento importante nel caso del femminicidio di Pamela Genini. Al via, davanti alla Corte d’Assise di Milano, il processo a Gianluca Soncin, l’imprenditore di 53 anni in carcere per l’omicidio pluriaggravato della ragazza, uccisa con 76 coltellate la sera del 14 ottobre 2025. L’uomo, lo ricordiamo, era riuscito ad entrare di nascosto nell’appartamento della vittima in via Iglesias ed era riuscito a ucciderla, nonostante la polizia fosse alla porta.
Tensione in aula: le urla e le lacrime
Nelle prime fasi in aula è stato subito chiaro il clima di tensione e amarezza. In particolare, la madre di Pamela, Una Smirnova, ha urlato “bastardo” prima di scoppiare in lacrime ed allontanarsi. La donna ha definito l’incontro con Soncin “devastante” e “terribile”. “Devastante con la sua freddezza, la sua lucidità, con la sua totale mancanza di rispetto e comprensione, mancanza di pentimento. Una persona veramente che faccio fatica descrivere”, ha fatto sapere la madre della Genini. “Mi aspetto giustizia, giustizia per mia figlia“, ha concluso.
Assente in aula Francesco Dolci, indagato dalla Procura di Bergamo per il vilipendio del suo cadavere, che ha però commentato ad Adnkronos la non ammissione come parte civile al processo per l’omicidio della modella 29enne contro l’ex Gianluca Soncin. “Bisogna sempre affidarsi nelle mani della giustizia, ma io ero la persona più vicina a Pamela e infatti quando aveva bisogno mi veniva sempre a cercare. Di certo non lo facevo per soldi di costituirmi parte civile, ma per combattere fino alla fine questa guerra. I giudici hanno scelto questo e va bene”, ha fatto sapere.