Emergenza coronavirus, dopo tre giorni di fughe di notizie e indiscrezioni, arriva il nuovo dpcm (che di fatto non cambia quasi nulla). E nessuno vuole assumersi responsabilità ‘pesanti’.

L’Italia è rimasta per tre giorni con il fiato sospeso e gli occhi puntati verso Palazzo Chigi in attesa del nuovo dpcm del Premier Giuseppe Conte per contrastare la diffusione del coronavirus.

Dopo giorni durante i quali i numeri giornalieri hanno evidenziato un incremento dei casi e una crescita della curva epidemiologica, dopo giorni trascorsi a parlare di coprifuoco e di una stretta significativa per piegare la curva, nella serata del 18 ottobre il premier Conte ha presentato il nuovo dpcm con una conferenza stampa dal centro di Palazzo Chigi. E ha lasciato tutti un po’ perplessi. Senza dubbio.

Palazzo Chigi
Palazzo Chigi

Un fine settimana all’insegna dell’apprensione

Partiamo da una doverosa premessa. I media hanno una quota di responsabilità in questi giorni di fervente attesa e apprensione. Approfittando delle fughe di notizie hanno posto l’accento sulle proposte più dure, più stringenti. Detto ciò, è vero anche che le proposte sono circolate e i vertici urgenti convocati nel giro di poche ore hanno alimentato le voci. E le indiscrezioni non sono state smentite in maniera pubblica ed ufficiale.

Controllo Coronavirus
Controllo Coronavirus

Coronavirus, con il nuovo Dpcm non cambia quasi nulla…

Passando ai contenuti del Dpcm del 8 ottobre, di fatto non cambia quasi nulla rispetto all’ultimo decreto licenziato solo pochi giorni prima e sostituito di fatto prima ancora che potesse effettivamente avere un effetto sull’andamento dei contagi.

Insomma, c’erano tutte le premesse per poter ipotizzare che il nuovo provvedimento del governo potesse contenere provvedimenti decisi, forti, come ad esempio la chiusura dei locali alle 22. Invece il nuovo dpcm non contiene nessuna decisione di rilievo, nessuna disposizione forte, nessuna stretta. Un ultimatum alle palestre, una correzione alla scuola e ai trasporti e poco altro di veramente rilevante rispetto alle disposizioni del decreto precedente. Di fatto una conferenza stampa in grande stile era sostanzialmente inutile, così come inutile è stata la grande attenzione mediatica che forse doveva essere distolta con una comunicazione pubblica.

La sensazione è che in ballo c’erano misure decisamente più stringenti che alla fine non hanno superato l’analisi interna e che sono state bocciate. E il tutto si conclude con un nulla di fatto, o meglio con uno scarico di responsabilità.

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

I sindaci hanno la possibilità di chiudere vie e piazze per uscire dall’emergenza coronavirus

In effetti il nuovo decreto presenta una novità rilevante: i sindaci hanno la possibilità di chiudere vie e piazze. Tradotto, possono istituire mini-zone rosse o possono imporre una sorta di coprifuoco per stroncare i contagi. La responsabilità ricade sostanzialmente sulle spalle degli amministratori locali che avrebbero gradito un segnale decisamente più forte da parte del governo.

Di seguito il video della conferenza stampa del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Coronavirus, online la nuova autocertificazione

TAG:
coronavirus Giuseppe Conte politica primo piano Ultima Ora

ultimo aggiornamento: 19-10-2020


Un dpcm che non accontenta nessuno. Decaro: ‘Scorrettezza istituzionale’. Via il termine ‘sindaci’ dal decreto

Ruby ter, processo rinviato: accolta la richiesta dei legali di Silvio Berlusconi