L’Ue e l’Italia sono in corsa per assicurarsi le dosi del vaccino Pfizer, ma quando potrebbero arrivare le prime forniture?

L’Italia mette a punto il piano vaccini e si appresta a somministrare le prime dosi del vaccino di Pfizer, che ha comunicato che il suo prodotto anti-Covid ha registrato, in fase 3, un’efficacia del novanta per cento.

Quindi la corsa al vaccino potrebbe presto arrivare alla conclusione o almeno ad una svolta. Almeno per quanto riguarda la messa a punto, la produzione e la distribuzione.

Pfizer
Fonte foto: https://www.facebook.com/Pfizer/

Vaccino Pfzizer, quando arriva in Italia

Stando alle informazioni sul piano vaccini, per quanto riguarda il vaccino Pfizer-Biontech l’Italia potrebbe avere a disposizione 1,7 milioni di dosi a partire da gennaio 2021.

Il problema potrebbe nascere dal fatto che la società ha un accordo preferenziale con Donald Trump, che ha pagato per 100 milioni di dosi entro dicembre o comunque il prima possibile, ma questo potrebbe rallentare la consegna del secondo carico

Non bisogna dimenticare che come Paese europeo l’Italia rientra negli accordi siglati dall’Unione europea. L’Ue ha annunciato un contratto per l’acquisto di 200 milioni di dosi. In più nel contratto ci sarebbe l’opzione per altri 100 milioni. E non si tratta dell’unico contratto stipulato. L’Ue ha preso accordi con Sanofi, con Janssen e ha un contratto con AstraZeneca per 400 milioni di dosi.

Chiusa la parentesi e arrivando al punto, il vaccino Pfizer è stato approvato da Ema il 21dicembre, ed entro la fine del 2020 (27 dicembre) si procederà con una sorta di Vaccino-Day dal valore simbolico. La distribuzione di massa delle prime dosi inizierà a partire dal mese di gennaio.

Laboratorio vaccino Coronavirus
Laboratorio Coronavirus

Il piano di distribuzione

Insomma, quando saranno a disposizione le dosi l’Italia non rimarrà sprovvista, ma di certo dovrà fare i conti con un problema non indifferente. La distribuzione a livello nazionale. In un primo momento l’Italia, come ogni altro Paese, avrà a disposizione un numero contenuto di dosi. Queste dovrebbero essere destinate al personale medico/sanitario e ai soggetti fragili, quelli maggiormente a rischio. Bisogna quindi mettere a punto un piano di distribuzione del vaccino. Ma non mancano i problemi.

Uno è legato ai frigo che possono conservare il farmaco, che deve essere tenuto a 80 gradi sotto zero. E in Italia mancano le strutture che possono garantire questa conservazione.


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