Cos’è l’anakinra, l’antinfiammatorio che potrebbe ridurre la mortalità del Covid-19. I risultati di uno studio.

ROMA – L’anakinra è l’antinfiammatorio che potrebbe ridurre la mortalità del Covid-19 e si propone come nuova arma nella lotta al coronavirus. Secondo quanto scoperto da una ricerca condotta dall’Università Vita-Salute San Raffaele, il farmaco è destinato a spegnere la tempesta di citochine infiammatorie che sono state riscontrate nei soggetti positivi.

Gli studi sull’anakinra

Lo studio, inoltre, ha evidenziato che, intervenendo tempestivamente, si potrebbe avere un quadro migliore rispetto ad una somministrazione quando le condizioni sono molto gravi. Nelle prossime settimane saranno effettuati tutti gli accertamenti del caso per capire l’effetto di questo farmaco ma intorno all’antinfiammatorio c’è un moderato ottimismo.

“Anakinra neutralizza l’attività biologica dell’interleuchina-1α (IL-1α) e dell’interleuchina-1β (IL-1β) mediante inibizione competitiva del loro legame ai recettori di tipo I dell’interleuchina-1 (IL-1RI). L’interleuchina-1 (IL-1) è una citochina proinfiammatoria fondamentale che media numerose risposte cellulari, comprese quelle importanti nell’infiammazione sinoviale“, si legge in un documento dell’Ema non relativo all’uso contro il Covid.

Laboratorio Coronavirus
Laboratorio Coronavirus

Dagna: “Bisogna andare verso una personalizzazione delle terapie”

La ricerca è stata commentata ai microfoni dell’Agi da Lorenzo Dagna, uno degli autori dello studio: “I tassi di mortalità del Covid-19 sono in buona parte associati all’emergere, nei pazienti con forme gravi della malattia, della cosiddetta tempesta citochinica, uno stato iper-infiammatorio caratterizzato da una risposta immune eccessiva e dannosa ]…]. L’obiettivo della ricerca clinica su Covid-19 è andare, sempre di più, verso una personalizzazione delle terapie: non solo rispetto alle diverse categorie di pazienti, ma anche alle diverse fasi di malattia. Anakinra costituisce, se somministrato al momento giusto e ai pazienti giusti, un ulteriore strumento per evitare le progressioni più pericolose dell’infezione da SARS-CoV-2“.

Coronavirus ospedale da campo

I cani contro il coronavirus

Le ricerche contro il Covid-19 si muovono in due campi. Da una parte le ricerche per consentire di contrastare la malattia, dall’altro dei nuovi modi per individuare i soggetti contagiati. E l’ultima frontiera, come riportato da wamiz.it, potrebbe essere quella del fiuto dei cani addestrati.

Il progetto è stato avvitato da Italpol e nei prossimi giorni ci saranno delle novità importanti. Gli addestramenti degli animali a quattro zampe sono iniziati e presto potrebbero scendere in campo per consentire l’individuazione dei positivi.


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