Emergenza coronavirus, il decreto legge del 12 marzo 2021: Pasqua in zona Rossa e niente zona Gialla fino al prossimo 6 aprile.

Nella giornata del 12 marzo il governo ha approvato il Consiglio dei Ministri il nuovo decreto legge che sostituisce il Dpcm del 2 marzo. Con il nuovo provvedimento il governo adotta nuove misure restrittive per provare a contenere la diffusione del virus. Preoccupano, come noto, la diffusione delle varianti e la crescente pressione sul sistema sanitario.

Quando entra in vigore il nuovo decreto e quando scade

Partiamo dalle basi. Sostanzialmente ci potremo godere l’ultimo fine settimana di libertà (ovviamente nel rispetto di tutte le norme contro la diffusione del virus). Il nuovo decreto legge entra in vigore nella giornata del 15 marzo e scade il prossimo 6 aprile, quindi dopo la Pasqua e la Pasquetta.

“In considerazione della maggiore diffusività del virus e delle sue varianti e in vista delle festività pasquali, al fine di limitare ulteriormente le possibili occasioni di contagio, il provvedimento stabilisce misure di maggiore intensità rispetto a quelle già in vigore, per il periodo compreso tra il 15 marzo e il 6 aprile 2021”, si legge nel comunicato stampa condiviso sul sito di Palazzo Chigi.

I colori delle Regioni: scompare la zona Gialla e cambiano le regole per la zona Rossa

Dal prossimo 15 marzo scompare la zona Gialla. Il governo dispone infatti che anche le Regioni con numeri da zona Gialla siano messe in zona Arancione. Questo nel tentativo di interrompere la curva dei contagi e anticipare la diffusione del virus, guadagnando terreno con le vaccinazioni. In questi mesi abbiamo scoperto che inseguire il virus è troppo rischioso in quanto le varianti hanno una maggior velocità di trasmissione rispetto alla forma tradizionale del virus. Quindi bisogna giocare d’anticipo, come ha spiegato Rezza in occasione della conferenza stampa dell’Iss del 12 marzo.

Il decreto dispone “l’applicazione, nei territori in zona gialla, delle misure attualmente previste per la zona arancione“, si legge nel comunicato stampa pubblicato sul sito di Palazzo Chigi.

Inoltre, come anticipato, cambiano anche le regole di accesso alla zona Rossa. Il governo infatti dispone con il nuovo decreto “l’applicazione delle misure attualmente previste per la zona rossa alle Regioni, individuate con ordinanza del Ministro della salute, in cui si verifichi una incidenza cumulativa settimanale dei contagi superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti, a prescindere dagli altri parametri riferiti al colore della zona“.

Coronavirus
Coronavirus

Gli spostamenti: le visite ad amici e parenti

Per il decreto del 12 marzo, in zona Arancione sarà possibile uscire di casa per andare a fare visita ad un amico o ad un parente residente nello stesso Comune.

“Dal 15 marzo al 2 aprile e il 6 aprile 2021, nelle zone gialle e arancioni, sarà possibile recarsi in altre abitazioni private abitate solo una volta al giorno, tra le ore 5.00 e le 22.00, restando all’interno dello stesso Comune. Si potranno spostare al massimo due persone, che potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone con disabilità o non autosufficienti conviventi”.

Carabinieri
Carabinieri

La Pasqua in lockdown: cosa prevede il decreto del 12 marzo

Confermato il lockdown di Pasqua con tutte le Regioni (ad eccezione di quelle che si troveranno in zona Bianca) che passeranno in zona Rossa il 3, il 4 e il 5 aprile.

“Infine, nei giorni 3, 4 e 5 aprile 2021, sull’intero territorio nazionale, ad eccezione delle Regioni o Province autonome i cui territori si collocano in zona bianca, si applicheranno le misure stabilite per la zona rossa. In tali giorni, nelle zone interessate dalle restrizioni, gli spostamenti verso altre abitazioni private abitate saranno possibili solo una volta al giorno, tra le ore 5.00 e le 22.00, restando all’interno della stessa Regione“.

I congedi parentali

Nel decreto vengono inseriti anche i congedi parentali destinati ai genitori-lavoratori che devono fare i conti con la chiusura della scuola.

“Si prevede, nei casi di sospensione delle attività scolastiche o di infezione o quarantena dei figli, per i genitori lavoratori dipendenti la possibilità di usufruire di congedi parzialmente retribuiti e, per i lavoratori autonomi, le forze del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, le forze dell’ordine e gli operatori sanitari la possibilità di optare per un contributo per il pagamento di servizi di baby sitting, fino al 30 giugno 2021”.

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ultimo aggiornamento: 13-03-2021


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