La riforma del fisco ipotizzata da Mario Draghi: tassazione progressiva, no alla flat tax e rimodulazione delle aliquote.

Al termine delle consultazioni con i partiti e le forze politiche, sono emerse le linee generali della riforma del fisco ipotizzata da Mario Draghi: niente flat tax, lotta all’evasione e progressività sono le parole chiave emerse negli ultimi giorni.

Cosa sappiamo sulla riforma del fisco ipotizzata da Mario Draghi

Come riferito ed evidenziato da tutte le delegazioni al termine del confronto con il premier incaricato, Mario Draghi non è intenzionato ad aumentare le tasse. Non c’è certezza sul fatto che il suo governo possa abbassarle, ma l’impegno è quello a non aumentarle. Un buon inizio senza ombra di dubbio.

La rimodulazione delle aliquote

Tra le frasi lasciate alla stampa c’è anche un riferimento alla possibile rimodulazione delle aliquote. È ovviamente presto per capire se effettivamente sarà possibile muoversi in questa direzione e di cosa parliamo in termini percentuali.

Soldi euro
Soldi euro

No di Draghi alla flat tax

Inoltre Mario Draghi ha escluso la flat tax rilanciata dal Centrodestra e in particolar modo dalla Lega di Matteo Salvini. L’idea è comunque quella di procedere con un fisco progressivo, quindi con i pagamenti delle tasse in proporzione al reddito. Chi più ha più paga, è la formula riassuntiva non proprio tecnica ma quantomeno chiara.

La patrimoniale

Anche la patrimoniale dovrebbe essere esclusa dalla riforma del fisco. Si tratta dell’imposta sul patrimonio sia mobile che immobile. Si parla quindi di denaro, azioni e obbligazioni e case, ad esempio. In questo caso

Sostanzialmente la proposta prevedeva un prelievo progressivo sui grandi patrimoni. I 5 Stelle da sempre sono schierati contro la patrimoniale, ma il fondatore del Movimento Beppe Grillo aveva sposato la proposta rilanciandola. Contrarie tutte le forze del centrodestra.

Le discussioni sulla patrimoniale sono iniziate intorno alla fine del 2020 per iniziativa del Partito democratico. La proposta è stata fortemente osteggiata dalla coalizione di Centrodestra.


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